ESCLUSIVA, fine sfratto per Emmanuel: "Il mio grazie a Berlusconi, ma non alla Raggi"

13 giugno 2017 ore 16:22, Stefano Ursi
Sono arrivate ieri sera, durante Quinta Colonna, le parole di Silvio Berlusconi che ha dichiarato che aiuterà personalmente la famiglia di Emmanuel Mariani, il papà di Maria Noemi, la bimba di 11 anni invalida al 100% a causa di un errore durante il parto. La famiglia è a rischio sfratto e la situazione, pur da tempo agli onori delle cronache e nonostante l'appello all'amministrazione capitolina, non vede una soluzione positiva. (QUI LA STORIA). IntelligoNews ha sentito Emmanuel Mariani, per capire a che punto è la situazione dopo l'annuncio di Berlusconi a Quinta Colonna: ''Non ho ancora sentito nessuno e sono in attesa di sapere quando arriverà. La speranza è che possa risolvere questa situazione che sembra infinita e che pare non potersi mai risolvere; spesso mi sento inerme, con la sensazione di non poter fare nulla. Per mia figlia, per le mie bambine''. 

ESCLUSIVA, fine sfratto per Emmanuel: 'Il mio grazie a Berlusconi, ma non alla Raggi'
Emmanuel Mariani - dal video
Dopo l'annuncio a Quinta Colonna del Presidente Berlusconi come state? C'è un po' più di serenità? 

''Serenità finché non sistemo le cose, ovviamente, ne ho poca ma di sicuro sono contento, questo lo voglio dire. E mi permetta di ringraziare, perché ci tengo molto, anche Giorgia Meloni perché se oggi sto lottando e abbiamo potuto avere degli avvocati è grazie a lei, che ce li ha messi a disposizione gratuitamente. Devo dire che moltissime persone si sono spese su questa vicenda, dai giornalisti fino ad esponenti anche di sinistra, e ieri è arrivata questa notizia, che mi ha fatto molto piacere''.

Pare che Berlusconi arrivi a Roma mercoledì.

''Non ho ancora sentito nessuno e sono in attesa di sapere quando arriverà. La speranza è che possa risolvere questa situazione che sembra infinita e che pare non potersi mai risolvere; spesso mi sento inerme, con la sensazione di non poter fare nulla. Per mia figlia, per le mie bambine. E' sempre molto difficile''. 

Tu hai e hai avuto forza e tanta volontà, ma in questo senso un problema legato all'assistenza da parte dello Stato c'è. 

''Sì, il problema c'è. Io lotto da dodici anni; prima era per l'assistenza, perché si continuano a fare tagli e ci sono anche persone che, purtroppo, la forza di reagire non ce l'hanno e spesso rimangono spiazzate, sole. Io però ringrazio Dio, sono una persona che ha molta fede e mi ritengo fortunato, nonostante tutto, perché mia figlia è qui e ci sono tante persone che non ci lasciano, ci infondono la forza per dare voce, per continuare a lottare. Immagino spesso le difficoltà che tante famiglie come la mia hanno, per mancanza di assistenza, problemi con il lavoro per la 104, che ricordo non è un privilegio ma un diritto. Purtroppo pare tutto andare al contrario e non so cosa potrà cambiare: stare in questa situazione è dura per molte famiglie, ma vedo che nessuno fa niente. Non bisognerebbe muoversi in questo modo per avere aiuto, ma dovrebbe essere normale essere aiutati, senza fare appelli: se una famiglia sta in difficoltà deve essere aiutata. E mi lasci dire, senza retoriche di nessun genere, che chi nasce qui o ci sta da venti o trent'anni e ha bisogno può parlare di diritti, mentre vedo che ci sono persone che pretendono molto senza aver fatto nulla''. 

Vuole fare un ringraziamento a Del Debbio? 

''Ringrazio Quinta Colonna e Del Debbio, che ieri ha detto davanti a tutti di aiutarmi e ha ottenuto questo risultato e per questo lo ringrazio di cuore. Un ringraziamento va anche a Simone Carabella che mi ha dato la possibilità di arrivare fin lì. Ora la speranza è che tutto vada per il meglio''. 

Un appello alle istituzioni, alle amministrazioni per tutte le famiglie che sono in difficoltà. 

''Di appelli ne ho fatti molti a questa amministrazione purtroppo, ma pare non volerne sapere. Forse perché non fa notizia. Ricordo al sindaco, con tutto il rispetto, che se gira per Roma e dà un'occhiata ce ne sono molte di famiglie che vivono queste difficoltà. Se aprisse il cuore, prima che come istituzione come persona, troverebbe che nell'aiutare il prossimo non c'è questione di burocrazia o di legalità. Aiutare il prossimo è la cosa più bella. E qui di gente che ha bisogno ce n'è tanta''.

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autore / Stefano Ursi
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