Regime di cassa: bene per artigiani e commercianti, meno per i commercialisti

14 aprile 2017 ore 10:57, Luca Lippi
Resa pubblica la circolare 11/E di Agenzia entrate con la quale sono stati chiariti i termini del Regime di Cassa 2017. Cos’è il regime di cassa? La legge di Bilancio 2017 ha introdotto il principio di cassa ai fini della tassazione dei redditi delle imprese minori assoggettate a contabilità semplificata. In particolare, dal 1° gennaio 2017, tutte le imprese in contabilità semplificata passano automaticamente dal regime di competenza a quello di cassa ai fini della determinazione del reddito d’impresa. 
Si tratta di un passaggio obbligatorio a cui non è possibile rinunciare, a meno che non si opti per la contabilità ordinaria. Con il nuovo principio di cassa, le imprese minori in contabilità semplificata calcolano l’imponibile come differenza tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi (utili, dividendi e interessi) percepiti nel periodo di imposta, e  quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa.
Rispetto al passato, entra nel computo dell’imponibile anche il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore, mentre vengono escluse le esistenze e le rimanenze.
Continuano a computarsi in aumento i proventi immobiliari, le plusvalenze e le sopravvenienze attive e in diminuzione minusvalenze e sopravvenienze passive. 
Regime di cassa: bene per artigiani e commercianti, meno per i commercialisti
Il nuovo criterio di cassa, che vale non solo ai fini delle imposte sui redditi ma anche ai fini Irap, comporta maggiori oneri contabili tra cui la tenuta di appositi registri cronologici incassi e pagamenti.
Come funziona? - Introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 che:
-ha modificato l'art. 66 del TUIR dedicato alle imprese minori, introducendo per le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata, la determinazione del reddito (e del valore della produzione netta) secondo il criterio di cassa, al posto del criterio di competenza;
-ha modificato l'art. 18 del DPR 600/73, prevedendo per i soggetti che adottano la contabilità semplificata, tre possibili alternative per la tenuta dei registri contabili. 
Restano invece confermati i limiti dei ricavi per la tenuta della contabilità semplificata, previsti all'art. 18 del DPR 600/73.
Requisiti per la contabilità semplificata - Possono accedere alla contabilità semplificata le imprese individuali e le società di persone che nell'ultimo anno di applicazione del regime ordinario hanno percepito un ammontare di ricavi non superiore a:
-400.000 euro, per le imprese aventi per oggetto prestazione di servizi;
-700.000 euro, per le altre attività.
Con riferimento al regime applicabile dal 2017, occorre verificare il limite dei ricavi conseguiti nel 2016. Nel caso di inizio attività in corso d'anno, i limiti dei ricavi devono essere ragguagliati all'anno.
I ricavi sono quelli individuati dagli artt. 57 e 85 del TUIR, quindi:
-i corrispettivi delle cessioni di beni/servizi alla cui produzione/scambio è diretta l’attività dell’impresa;
-i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione;
-le assegnazioni dei predetti beni ai soci;
-la destinazione dei predetti beni al consumo personale o familiare dell'imprenditore;
-la destinazione dei predetti beni a finalità estranee all’esercizio dell’impresa;
-i contributi in c/esercizio a norma di legge.
I contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività, devono fare riferimento all'ammontare dei ricavi dell'attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse da quelle di servizi.
Si ricorda che per gli esercenti arti e professioni, nonché le società e associazioni fra artisti e professionisti, il regime della contabilità semplificata è quello naturale, a prescindere dai compensi. Tuttavia è consentita l'opzione per il regime ordinario. Invece i soggetti Ires sono sempre obbligati alla tenuta della contabilità ordinaria.
Determinazione del reddito - Il nuovo comma 2 dell'art. 66 del Tuir prevede che il reddito d'impresa dei soggetti semplificati è pari alla differenza tra i ricavi/altri proventi percepiti, e quello delle spese sostenute. In questo modo si deroga al criterio di competenza sia per i ricavi che per le spese. Rispetto al passato, a tale importo va aggiunto il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore (art. 57 Tuir).
Restano ferme le regole di determinazione e imputazione temporale dei componenti positivi e negativi quali plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti. Sono riconosciute anche le deduzioni forfetarie per gli intermediari/rappresentanti di commercio, gli esercenti attività di ristorazione e attività alberghiera nonché per gli autotrasportatori. Rileva altresì la deduzione forfetaria prevista per i distributori di carburante di cui all’art. 34, Legge n. 183/2011.
Non rilevano ai fini della determinazione del reddito le rimanenze iniziali / finali.
La determinazione del reddito d’impresa può essere quindi così schematizzata:
Ricavi e altri proventi percepiti (artt. 85, 89 Tuir) - (meno) Costi sostenuti; cui vanno sommati Autoconsumo personale/familiare dell'imprenditore (art. 57 Tuir)’, ‘Redditi patrimonio (art. 90 comma 1 Tuir)’ e ‘Plusvalenze e sopravvenienze attive (artt. 88 e 101 Tuir)’. Dall’importo ricavato con le fasi appena descritte deve essere sottratto ‘Minusvalenze e sopravvenienze passive (art. 101 Tuir)’, poi ancora devono essere sottratte ‘Quote di ammortamento (artt. 64, 102 e 103 Tuir)’, ‘Perdite beni strumentali e crediti (art. 101 Tuir)’, ‘Accantonamenti TFR (art. 105 Tuir)’ e ‘Deduzioni forfetarie’.
Nel primo anno di applicazione - Nel primo anno di applicazione del regime di contabilità semplificata è prevista la deduzione integrale delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza.
Per evitare salti/duplicazioni di tassazione in caso di passaggio dal principio di cassa al regime ordinario (contabilità ordinaria), e viceversa, “i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito … non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi”. Ad esempio, un ricavo dichiarato per competenza nel 2016, ma incassato nel 2017, non assumerà rilevanza per il 2017.
Le nuove disposizioni della Legge di Bilancio 2017 modificano anche la disciplina di determinazione della base imponibile Irap (di cui all'art. 5-bis del D.lgs. 446/1997), prevedendo che anche la base imponibile Irap sia determinata secondo il criterio di cassa.
I registri contabili - La Legge di Bilancio 2017 ha completamente riscritto l'art. 18 del DPR 600/73, per allineare gli obblighi contabili alle nuove disposizioni sul principio di cassa introdotte nell'art. 66 del Tuir:
-i soggetti esonerati dall'obbligo di tenuta delle scritture contabili devono annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti, annotando per ciascun incasso: il relativo importo, le generalità, l'indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento, gli estremi della fattura o altro documento emesso. In un altro registro vanno annotate cronologicamente e con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell'esercizio. Per ciascuna spesa devono essere fornite le generalità del soggetto che effettua il pagamento e gli estremi della fattura o di altro documento emesso. I componenti positivi/negativi diversi da quelli prima indicati, sono annotati nei registri obbligatori entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi;
-i registri tenuti ai fini Iva sostituiscono quelli di annotazione dei ricavi e delle spese - sopra descritti- qualora vi siano iscritte separate annotazioni delle operazioni non soggette ad Iva. Al posto delle singole annotazioni relative ad incassi e pagamenti, nel caso in cui l'incasso o il pagamento non sia avvenuto nell'anno di registrazione, deve essere indicato l'importo complessivo dei mancati incassi/pagamenti, con indicazione delle fatture cui si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti/i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri, nel periodo d'imposta in cui vengono incassati/pagati indicando il documento contabile già registrato ai fini Iva;
-il contribuente, previa opzione vincolante per almeno un triennio, ha la possibilità di tenere i registri Iva senza operare le annotazioni relative a incassi e pagamenti, fermo restando l'obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette ad Iva. In tal caso si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso/pagamento
Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate è possibile verificare tutte le informazioni aggiornate.
In conclusione - La grande novità è dettata dal passaggio, nel regime di determinazione del reddito fiscale, dal principio di competenza al principio di cassa. In altre parole, a partire dal 2017 le imprese in contabilità semplificata determinano il loro reddito fiscale per cassa; in precedenza il criterio di riferimento era quello della competenza.
Il nuovo regime contabile di cassa 2017 per i semplificati ha soddisfatto un’esigenza storicamente avvertita da artigiani e commercianti; tuttavia, tale esigenza è stata tradotta con modalità operative aspramente criticate dai commercialisti per via di molte criticità che finiscono col danneggiare le imprese. E questa è la ragione per la quale si attendeva ormai da più di tre mesi l’intervento dell’Agenzia delle Entrate.

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autore / Luca Lippi
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