Natale col caro benzina e diesel, l’aumento come i massimi del 2015

14 dicembre 2016 ore 16:29, Luca Lippi
Era dal 2015 che il prezzo della benzina non saliva così. I tagli alla produzione del greggio previsti per il 1° gennaio 2017 risultati dall’accordo Opec-non Opec hanno già dato i primi risultati: aumento di 2 cent sul prezzo di benzina e diesel di Eni, TotalErg aumenta di 0,5 cent, QW8 ha aumentato i prezzi di 1,5 cent, mentre Tamoil e Ip di 0,7 cent, toccando nuovamente i massini del 2015.
In dettaglio
Stando a quanto riportato da Quotidiano Energia il quale riporta i comunicati dei gestori all’Osservaprezzi Carburanti del Mise, il prezzo medio della benzina in modalità self service è di 1,459 euro/litro, altri marchi invece variano da 1,494 a 1,513 euro/litro. Il diesel invece che aveva un prezzo medio di 1,346 euro/litro è passato a 1,369 euro/litro.
Per quanto riguarda il servito il prezzo è di 1,611 euro/litro con gli impianti colorati che passano da 1,575 a 1,687 euro/litro, la media del diesel è di 1,463 euro litro, infine il Gpl va da 0,565 a 0,584 euro litro.

Natale col caro benzina e diesel, l’aumento come i massimi del 2015

Perché, concretamente, aumenta la benzina se i tagli sono previsti col nuovo anno?
In realtà l’aumento è previsto per il periodo di natale, ma questa non è una novità in assoluto, è prassi consolidata che i petrolieri alzino il costo degli idrocarburi nel periodo estivo e durante i periodi di esodo per le ferie estive, ovviamente senza una tollerabile motivazione.
Di fatto l’aumento rimarrà anche dopo le feste e questo sarà sostenuto da una motivazione concreta, e cioè dopo l’accordo tra le nazioni la parola inevitabilmente passa alle compagnie petrolifere
Secondo Davide Tarabelli (si legge da Wired), presidente di Nomisma Energia, società che analizza e studia il settore, “i prezzi aumenteranno di circa 4-5 centesimi, anche nelle prossime settimane assisteremo a incrementi“.
Nel suo preconsuntivo 2016, l’Unione petrolifera (Up) italiana calcola che al netto delle tasse, il prezzo industriale del petrolio è calato di 8 centesimi, 10 per il gasolio. Mentre alle stazioni di servizio, rispetto al 2015, gli automobilisti hanno pagato in media la benzina 10 centesimi in meno e il gasolio 13 centesimi in meno. 
L’Up stima che i consumatori quest’anno hanno risparmiato circa 5 miliardi di euro. E se il vantaggio si è notato poco, l’Unione addita come causa le accise: nel 2016, infatti, l’incidenza delle tasse nella formazione del prezzo finale è salita al 69% per la benzina al 65% per il gasolio. “Siamo il Paese più motorizzato al mondo – osserva Tarabelli -, che perciò fa del carburante una leva fondamentale del suo sviluppo, eppure abbiamo questo primato. Sul gasolio siamo secondi solo al Regno Unito, per tasse sulla benzina alla Norvegia“.
Un accordo tra i blocchi Opec-non Opec non si vedeva dal 2001. Tuttavia la caduta libera dei prezzi dal 2014, dai 110 dollari al barile a 30 dollari ha fatto virare le trattative su più miti consigli. 
Meno petrolio in circolazione significa un prezzo in rialzo, come ha dimostrato il brent, l’indice Usa del greggio, tornato sopra i 50 dollari e avviato, secondo gli analisti, a superare i 60 dollari.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...