Senato, fiducia al ddl concorrenza. Calenda: "Significative novità"

02 agosto 2017 ore 14:00, Luca Lippi
Con 146 voti a favore e 113 contrari il governo ha ottenuto al Senato la fiducia sul ddl concorrenza. Il provvedimento, alla quarta lettura, è diventato legge. Depositato in Parlamento circa tre anni fa, il provvedimento recepisce alcune segnalazioni dell'Antitrust e contiene misure relative a diversi ambiti: assicurazioni, telecomunicazioni, servizi postali, rete carburanti, professioni e farmacie.
STOP A MERCATO TUTELATO ENERGIA E MONOPOLIO POSTE
La fine del mercato tutelato dell'energia elettrica e del gas è fissata per il 1° luglio 2019. Un altro stop va al monopolio di Poste sull'invio di multe e notifiche, previsto per settembre 2017.
Senato, fiducia al ddl concorrenza. Calenda: 'Significative novità'
SCONTI RC AUTO AL SUD E CON SCATOLE NERE
Sconti per chi installa la scatola nera e per i 'virtuosi' che non causano incidenti da 4 anni e vivono nelle province a più alto tasso di sinistri. Entro un anno dall'entrata in vigore della norma, il governo adotterà un decreto sull'obbligo di installare la scatola nera. Per risarcire i danni non patrimoniali da sinistri stradali si userà la tabella del Tribunale di Milano.
NESSUNA MODIFICA A SOCIETA' INGEGNERI E AVVOCATI
Le prime restano fuori dal controllo dell'Ordine, le seconde continuano a dover avere fra i soci, per almeno due terzi del capitale sociale, avvocati iscritti all'albo.
NOTAIO NECESSARIO ANCHE PER SRL SEMPLIFICATE
Per costituire srl semplificate servirà l'intervento del notaio. Non è passata la possibilità di farlo solo mediante scrittura privata.
FARMACIE, TETTO 20% A SOCIETA' CAPITALI
Le società di capitale potranno controllare le farmacie, ma dovranno rispettare un tetto del 20% su base regionale. I farmaci di Fascia C continuano a essere venduti solo in farmacia.
BOOKING, OK A NORMA PRO ALBERGATORI
La norma 'Booking' vieta il 'parity rate'. Gli albergatori potranno praticare prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli
offerti anche online.

Grande assente è la norma anti-scorrerie volta alla tutela delle società quotate italiane. "E' pronta, deve trovare il veicolo giusto" garantiva lo scorso maggio il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Il ministro, che avrebbe voluto inserire nel testo una norma 'anti scorrerie', bloccata sostanzialmente dalla contrarietà dell'ex premier Matteo Renzi, ha auspicato il varo di decreti legge sui singoli settori.
L'iniziativa di Calenda era scattata dopo che Vivendi, già primo azionista di Telecom Italia, aveva cominciato a rastrellare azioni nel gruppo televisivo Mediaset di cui oggi ha il 29%.
L'obiettivo era di introdurre anche in Italia, come in Francia, soglie al possesso azionario raggiunte le quali l'investitore deve dichiarare i suoi obiettivi. "Nel futuro occorrerà ragionare sull'opportunità di procedere con un approccio settoriale eventualmente mediante decreti legge elaborati tenendo conto delle indicazioni dell'Antitrust", ha detto Calenda.
Dopo il passaggio al Senato sempre il ministro dello Sviluppo Economico ha detto che l'obiettivo è definire "nei tempi più brevi possibili" i decreti attuativi necessari per la piena efficacia della legge.

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