Alitalia, salta incontro sui contratti: lo sciopero di oggi

23 febbraio 2017 ore 15:20, Luca Lippi
La trattativa tra sindacati e Alitalia si è arenata, la negazione dell’incontro da parte dei sindacati deriva dalla clausola di rimuovere il tema del regolamento aziendale. Questo ha determinato la conferma dello sciopero di oggi nonostante per domani è stato già confermato un ulteriore tavolo negoziale.
Il governo è preoccupato, soprattutto per l’assenza di un piano industriale, il ministro Delrio e Calenda puntualizzano che il risanamento della compagnia non può ricadere sulle spalle dei lavoratori.
Il piano industriale di Alitalia sarà presentato entro la prima settimana di marzo al governo e anche ai sindacati, spiega il segretario generale della Fit Cisl, Antonio Piras al termine dell’incontro tra governo e sindacati al ministero dei Trasporti.  
 
INTANTO E' SCIOPERO
Quattro ore, dalle 14 alle 18 proclamate dai sindacati confederali, che interessano il trasporto aereo, compresa Alitalia, le aziende di gestione aeroportuale e di handling e il personale di terra delle compagnie aeree straniere.
È invece di 24 ore lo sciopero di piloti e assistenti di volo Alitalia proclamato dalle sigle professionali Anpac e Anpav e dall'Usb Lavoro Privato. Per far fronte alla protesta, la compagnia ha cancellato il 60% dei voli programmati, sia nazionali che internazionali, e attivato un piano straordinario che ha permesso di proteggere oltre il 90% dei passeggeri coinvolti. Anche EasyJet ha fatto sapere di aver adottato una serie di misure operative per minimizzare l'impatto sui passeggeri.

Alitalia, salta incontro sui contratti: lo sciopero di oggi

I CONTI DI ALITALIA
Secondo indiscrezioni Alitalia potrebbe archiviare il 2016 con una perdita di gestione intorno ai 600 milioni, mentre il gruppo Air France-Klm ha chiuso lo scorso anno con 795 milioni di utile netto (118 nel 2015). E rispondendo indirettamente a chi vede un’Alitalia tutta sui voli a lungo raggio, l’associazione degli aeroporti europei (Aci Europe) rende noto che nel 2016 il traffico europeo è cresciuto del 5,1% con un tasso di incremento record anche rispetto alle altre aree del mondo. Comunque, per sapere quali sono le intenzioni dell’azienda occorre aspettare la fine del mese come ha annunciato il consiglio di amministrazione del 16 febbraio. Anche perché, ha chiarito il vice presidente, James Hogan, rimane da fare “un grande lavoro per arrivare a una struttura dei costi che possa permettere all’azienda di essere competitiva ed economicamente sostenibile sul mercato”.  

LA NUOVA ALITALIA
La liquidità di cassa per Alitalia non garantisce la sopravvivenza dell’azienda fino alla primavera, la compagine azionaria non ha ancora scelto il nuovo modello sul quale puntare. Il ventaglio di opzioni è piuttosto ampio: creare una low cost con cui competere nel breve medio raggio, cedere “tout court” le tratte più brevi ad una low cost di successo come Ryanair o Easyjet, allearsi con una grande vettore europeo a livello di Lufthansa con il quale condividere un progetto di vettore a basso costo. E riguardo a questa ultima opzione, c’è da tener conto che l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è destinato a mutare la mappa dei vettori comunitari che detengono una serie di privilegi e diritti nei collegamenti all’interno dell’Unione.

IN CONCLUSIONE
Lo sciopero è “per protestare contro la situazione di crisi di Alitalia con l'assenza di un piano industriale e la volontà, ancora in atto, di passare dal contratto nazionale ad un regolamento aziendale che rappresenta un fatto senza precedenti e di una gravità assoluta”, spiega Nino Cortorillo della Filt Cgil. Ed è proprio il regolamento aziendale, che Alitalia intende applicare dal primo marzo, il nodo su cui si incaglia la possibile ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto. 

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autore / Luca Lippi
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