Poliziotto Vs migrante, Tonelli: "Mandati allo sbaraglio. Ecco come lavoriamo a Ventimiglia"

26 luglio 2017 ore 13:13, Stefano Ursi
A pochi giorni dal caso del poliziotto sospeso per le sue parole nei confronti di un ragazzo di colore in bicicletta in autostrada, un altro video ha acceso i riflettori sulla questione migranti e sulla condizione della Polizia. Nelle immagini si vede infatti un altro agente, mentre strattona un ragazzo di colore e lo invita a lasciare la stazione di Ventimiglia. E mentre il primo è stato sospeso anche se si attendono ulteriori aggiornamenti a riguardo, altri provvedimenti potrebbero arrivare per il secondo. IntelligoNews ha contattato il segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli per analizzare con lui l'ultimo caso emerso alle cronache.

Poliziotto Vs migrante, Tonelli: 'Mandati allo sbaraglio. Ecco come lavoriamo a Ventimiglia'
Qual è la situazione del poliziotto di Ventimiglia?


"Da quello che mi risulta non ci saranno provvedimenti sotto il profilo della sospensione. Gli verrà contestato qualcosa a livello disciplinare, ora vedremo in che forma. Abbiamo dato la massima assistenza al collega perché è davvero difficile dover lavorare a Ventimiglia in condizioni in cui dalla mattina alla notte si deve cercare di far allontanare queste persone. Sono le ferrovie che ce lo chiedono, e le persone senza titolo di viaggio non hanno diritto a star lì. Glielo si dice una volta, due, tre, e questi fanno orecchie da mercante perché sanno perfettamente che non è possibile avere alcun tipo di determinazione; è quindi normale che ogni tanto qualcuno si lasci abbandonare. Non vuole essere una giustificazione, ma la situazione è questa, siamo esasperati. Bisognerebbe chiedersi perché arriviamo a questo punto. E' inutile che a Ventimiglia andiamo a prendere le persone, le portiamo giù a Taranto, prendono il treno e tornano lì. Ogni giorno spendiamo dei soldi per fare la spola avanti e indietro. Facciamo diventare folli le persone e l'amministrazione dovrebbe preoccuparsi e chiedersi come mai a Ventimiglia, dove il Comune nella precedente legislatura è stato chiuso per infiltrazione mafiosa, non hanno più un nucleo investigativo".

C'è la sensazione tra gli agenti, in un clima di esasperazione, che qualsiasi cosa si faccia si sbaglia?

"Il sistema non li difende e contestualmente pretenderebbe che tutto fili liscio. E' la stessa cosa della questione delle impronte digitali: da una parte nessuna norma dice che possano essere prese coattivamente, dall'altra però fanno le circolari interne per farlo. E alla fine succede che se qualcuno reagisce e finisce in colluttazione, il poliziotto diventa il procuratore. Però nessuno si vuole assumere la responsabilità e se ne fregano. Stiamo allo sbaraglio. Il sistema non ci permette di operare sotto tutti i profili".

Relativamente all'altro collega, relativamente alla vicenda del video delle ''risorse della Boldrini'', ci sono novità? 

"E' partita ieri una raccolta fondi proprio per sostenere un ragazzo che ha fatto il suo dovere. Ha anche ricevuto i ringraziamenti dall'ivoriano che ha detto che gli è stata salvata la vita ed è stato trattato con grandissima gentilezza. Lui però è stato sospeso e questa è una vergogna. Il collega ha tre figli da mantenere ed è stato messo a mezzo stipendio".
autore / Stefano Ursi
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