Documento Unico di Circolazione, addio 'libretto' e 39 euro di risparmio

26 maggio 2017 ore 11:35, Luca Lippi
Addio a libretto di circolazione e certificato di proprietà. Pra e Motorizzazione uniscono le competenze, ma l’agognato risparmio per l’automobilista è stato rinviato. Il documento unico riunirà in un unico documento Carta di circolazione e certificato di proprietà. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione che istituisce il documento unico di circolazione per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi a partire dall'1 luglio 2018.
Il provvedimento è stato necessario e sufficiente per l’ottimizzazionedei costi di produzione, archiviazione e controllo a carico dell’amministrazione”.  Nel testo è contenuto un passaggio che non farà cambiare nulla dal punto di vista delle tasche dell'automobilista rispetto all'attuale, perché il decreto prevede che l’imposta unica sia la somma di quelle attuali, divise tra Motorizzazione e Pra.
Nella nota di Palazzo Chigi leggiamo che "All’unico documento, inoltre, corrisponderà una tariffa unica, che sostituirà i diritti di Motorizzazione e gli emolumenti per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Manterranno validità le carte di circolazione rilasciate anteriormente all'entrata in vigore del decreto ed anche quelle rilasciate successivamente, fino al 1° luglio 2018".
Documento Unico di Circolazione, addio 'libretto' e 39 euro di risparmio
Che cosa ci guadagna il cittadino? - Oltre ad avere meno carte in giro nel vano contenitore dell’auto, avrà anche un risparmio ogni volta che farà una pratica di immatricolazione. Pagherà 61 euro contro gli attuali 100. Sono 39 euro in meno.
Il documento unico di circolazione non comporterà, però, una fusione tra il Pra e la Motorizzazione Civile, come suggerito ai primi di febbraio dall’Antitrust (l’Italia è l’unico Paese europeo a chiedere, oltre la carta di circolazione, anche l’iscrizione al Pra). Le due agenzie resteranno autonome, ciascuna con la propria banca dati. Ma comunicheranno tra di loro per realizzare un’unica operazione.

Come si arriverà al risparmio di 39 euro? - Prima di tutto è utile specificare che il risparmio sarà possibile solamente ad aprile 2018 quando il Ministero dei Trasporti di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze varerà il decreto con le nuove tariffe. Per consentire la nascita del documento unico dal 1 luglio 2018, il decreto ministeriale dovrà essere emesso entro il 30 aprile 2018.  Quando si farà una pratica di immatricolazione, si pagheranno solo due bolli al posto dei quattro richiesti oggi. Oggi tra iscrizione al Pra e rilascio della carta di circolazione si spende 64 euro. Dall’inizio del 2018 si pagherà la metà (presumibilmente 32 euro). Scenderà anche la tariffa fissata dal ministero delle Infrastrutture: da 37 euro a 30. Totale 61 euro anziché 100. 

Nel dettaglio -  I costi oggi sono
-10,20 euro  per i costi della pratica alla Motorizzazione (diritti Mctc)
-32 euro euro per imposta bollo sul documento della Motorizzazione di cui 16 per la richiesta della carta e 16 per la sua emissione (solo per le auto nuove)
-41,74 euro per le targhe
-27 euro per i costi della pratica al Pra
-32 euro di imposta di bollo per il certificato di proprietà emesso dal Pra (16 per la richiesta del documento e 16 per la sua emissione)
-almeno 150,81 euro di Ipt (Imposta provinciale di trascrizione), che diventano almeno 350 per un’auto media (100 kiloWatt di potenza del motore, pari a 136 )
Per l’usato stessi costi tranne i 41,78 euro per le targhe e i 16 euro di bollo sul rilascio della carta, perché viene emesso solo un tagliando da attaccare sul documento originario

Risparmio presumibile per l’automobilista dopo il decreto ministeriale di aprile:
32 euro di imposta di bollo sul certificato di proprietà (perché abolito)
7 euro di emolumenti al Pra (che emette il certificato)
Nella progettazione iniziale del provvedimento redatto dal ministero a guida Madia, dovrebbe in seguito essere eliminato definitivamente il Pra. Le sue competenze (già da gennaio) passeranno progressivamente prima alla Motorizzazione, mentre il registro delle auto non sarà più governato dall’Aci ma dal ministero dei trasporti. 
Sempre nell’evoluzione del decreto, forse non proprio a luglio prossimo, si affaccerà sulla scena un altro soggetto, l’Agenzia per il Trasporto stradale che, rilevando le vecchie funzioni del Pra, si occuperà di tutti i rapporti con cittadini e imprese relativi a trasferimenti di proprietà, fermi amministrativi, ipoteche, patenti, abilitazioni, ma anche riscossione delle imposte, sicurezza stradale, omologazioni, conducenti, infomobilità e documentazione varia. In sintesi, l’Agenzia diventerà l’interfaccia principale per tutta la burocrazia stradale e avrà sede a Roma.
Dall’altro lato, le competenze dell’Aci verranno fortemente compresse: ci dovrà essere una riorganizzazione e riduzione del personale.

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autore / Luca Lippi
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