007, rischio attentati CHIMICO-BATTERIOLOGICI e NUCLEARI. I pericoli per l'Italia

27 febbraio 2017 ore 13:41, intelligo
007, rischio attentati CHIMICO-BATTERIOLOGICI e NUCLEARI. I pericoli per l'Italia
La 'Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2016', presentata oggi a Palazzo Chigi non ha dubbi:"Il rischio di attacchi Cbrn, ovvero con armamento chimico-batteriologico-radiologico-nucleare, da parte di organizzazioni. E ancora:
 "Daesh - si legge nel rapporto - ha evocato la possibilità di attacchi terroristici con aggressivi chimici, sebbene le capacità di guerra chimica dell'organizzazione siano parse limitate ad una produzione artigianale dell'agente vescicante. Si ricorda che Daesh, dalla fine del 2015, contestualmente all'intervento russo in Siria e all'incremento dei raid aerei della Coalizione internazionale ha subìto un progressivo ridimensionamento, territoriale, nella dirigenza - con l'eliminazione di esponenti di spicco, a partire dal portavoce Abu Mohammad al Adnani - e nelle risorse economiche".
Insomma se da una parte l'allerta c'è, si deve evitare di drammatizzare e soprattutto la realtà dell'Isis oggi è sicuramente in crisi. Ma attenzione c'è un altro aspetto da non sottovalutare per i nostri 007: "Ai gruppi islamisti - si sottolinea - è imputato il 6% degli attacchi cyber perpetrati in Italia nel corso del 2016". "Da evidenziare come per le tre categorie si sia registrato, rispetto al 2015, un incremento degli attacchi pari al 5% per i gruppi hacktivisti e quelli islamisti e del 2% per quelli di cyber-espionage". Secondo l'analisi dell'intelligence "le minacce contro i soggetti pubblici" sono "la maggioranza con il 71% degli attacchi", mentre quelle contro i soggetti privati "si attestano attorno al 27%", un dato però da mettere in relazione "alle difficoltà di notifica degli attacchi subiti in ragione del richiamato rischio reputazionale". In entrambi i casi si registra un aumento pari, rispettivamente, al 2%.

CYBERSECURITY
Gli 007 al tema della sicurezza informatica hanno dedicato una lunga analisi all'interno della Relazione, parlando di "un macrosettore che sta conoscendo un'importanza esponenzialmente crescente per le attività di intelligence è poi quello, in tumultuosa evoluzione, del cyber"
La minaccia nei confronti delle infrastrutture del dominio cibernetico nazionale - avvertono gli 007 - è stata caratterizzata da un elevato grado di eterogeneità e dinamismo tecnologico. Anche nel 2016 il monitoraggio dei fenomeni di minaccia collegati con il cyberspace ha evidenziato un costante trend di crescita in termini di sofisticazione, pervasività e persistenza". "Viviamo una fase - avvertono i servizi - in cui attori statali ostili, ma anche organizzazioni criminali, gruppi terroristi o antagonisti, fanatici di varia natura o anche singoli individui, beneficiano sovente nel cyberspace di un gap securitario che deve essere, in larga misura, rapidamente colmato, e che comunque sarà in futuro oggetto di una continua evoluzione. 
Dunque eccola la vera preoccupazione: "I gruppi hacktivisti (52% delle minacce cyber) rispetto al livello quantitativo riferito ai gruppi di cyber-espionage, più pericolosi anche se percentualmente meno rappresentativi (19%)".

ITALIA
E' "sempre più concreto" il rischio che alcuni soggetti "radicalizzati in casa" decidano di non partire verso Siria ed Iraq, determinandosi "a compiere il jihad direttamente in territorio italiano". Si parla poi di "pronunciata esposizione dell'Italia alle sfide rappresentate dal terrorismo jihadista".
Gli 007 rilevano poi come verso l'Italia ci sia "un'incessante ondata migratoria" e l'ingente afflusso di migranti in un lasso di tempo breve può "'stressare' le comunità straniere presenti nel nostro Paese" determinando "il rischio di possibili derive criminogene ed islamico-radicali quale frutto del risentimento per le aspettative tradite e del disappunto per le condizioni di disagio nei contesti ospiti".

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autore / intelligo
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