Fisco, gli "avvisi" dopo la tregua estiva: termine per le risposte

28 agosto 2017 ore 9:48, Luca Lippi
L’attività del Fisco non si è mai interrotta e sono già arrivati ai cittadini interessati ‘avvisi bonari’ che necessiteranno di una risposta entro il 2 ottobre. Ricordiamo che non si tratta di cartelle vere e proprie, gli avvisi rientrano nella nuova strategia di Agenzia Entrate che anticipa l’emissione di una cartella esattoriale vera e propria solo dopo avere invitato il contribuente a discutere bonariamente una presunta posizione debitoria. L’operazione “zero cartelle” di Agenzia Entrate ha sospeso ogni procedura di notifica dal giorno 7 agosto al 20 agosto, ma nel caso specifico il Fisco non è andato in ferie per quanto riguarda gli avvisi bonari che rientrano nella pratica della compliance che prevede la verifica, insieme al contribuente, della coerenza dei dati con l’intento di prevenire, o correggere, una presunta violazione. Lo scopo della procedura messa in pista dall’Agenzia è, ancora una volta, quello di favorire l’adempimento spontaneo, secondo i dettami previsti dalla legge 190/2014, consentendo al contribuente di porre rimedio agli eventuali errori od omissioni commessi nel modello originario attraverso il ravvedimento operoso.
Fisco, gli 'avvisi' dopo la tregua estiva: termine per le risposte

GLI AVVISI DEL FISCO
Sono relativi al periodo di imposta 2013; si prevede la correzione da comunicare entro il prossimo 2 ottobre attraverso risposte alle lettere di segnalazione dell'anomalia inviate nei giorni scorsi dall’agenzia delle Entrate. L’oggetto è determinato dall’incrocio dei dati presenti in anagrafe tributaria, relative a presunti mancati redditi non dichiarati dai contribuenti, persone fisiche, nel modello Unico 2014.

COSA DEVE FARE IL CONTRIBUENTE
Secondo il comunicato stampa delle Entrate dello scorso 2 agosto, il contribuente deve:
-se i dati sono corretti, comunicare all’Agenzia Entrate entro il 2 ottobre la conferma della correttezza dei dati contestati telefonando al numero 848.800.444 (da telefono fisso) o al 06/96668907 (da telefono cellulare), oppure rivolgersi ad uno degli uffici territoriali della direzione provinciale delle Entrate, indicando eventuali elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco (trasmettendoli in formato elettronico con il canale Civis), evitando così che l’anomalia rilevata si possa tradurre in futuro in un avviso di accertamento
-se invece si riconosce l’errore, correggerli tramite ravvedimento operoso con la presentazione di un’integrativa (Unico 2014, redditi 2013), accompagnata dal versamento delle maggiori imposte dovute con gli interessi legali e le sanzioni per infedele dichiarazione in misura ridotta

SE IL CONTRIBUENTE NON RISPONDE
In caso il contribuente non rispondesse in nessun modo all’invito di Agenzia Entrate, quest’ultima prenderà per buona la presunzione di evasione provvedendo con la notifica dell’accertamento e l’aggravarsi delle sanzioni.

COME INTEGRARE I DATI SE RICONOSCIUTA LA VIOLAZIONE
Bisogna tener conto del debito o del credito emerso con la dichiarazione originaria, integrando questo importo con il versamento della maggior imposta dovuta per effetto dell’integrazione. Generalmente, la sanzione da applicare nel calcolo dell’importo in sede di ravvedimento operoso deve essere pari al 15% (1/6 del 90%) della maggior imposta rideterminata, che sale rispettivamente al 40% (1/6 di 240%) in caso di omissione totale e al 30% (1/6 di 180%) per la mancata dichiarazione parziale dei redditi da locazione soggetti a cedolare secca.

NUOVI STRUMENTI OFFERTI DA AGENZIA ENTRATE AL CONTRIBUENTE
Agenzia Entrate per la prima volta ha messo a disposizione un nuovo servizio volto a facilitare la compilazione dell’integrativa. Secondo quanto segnalato dal Sole24Ore, nel cassetto fiscale è disponibile il link “scarica dichiarazione da integrare” per accedere al file del modello originario presentato per il 2013, nonché il collegamento “scarica il software di compilazione” per installare il pacchetto UnicoOnline necessario per richiamare la dichiarazione da correggere, importarla con l’apposita funzionalità e integrarla sulla base dei dati forniti con il prospetto di dettaglio.
Infine, per agevolare ulteriormente il contribuente, le Entrate hanno fornito il prospetto precompilato del relativo quadro da rettificare o integrare, nei casi in cui l’anomalia riscontrata riguardi:
-redditi di lavoro dipendente e assegni periodici (quadro RC);
-redditi di partecipazione (se non è stato compilato il quadro RH - in questo caso occorre fare attenzione anche ad eventuali maggiori importi dovuti derivanti dal quadro RR per i contributi previdenziali);
-altri redditi (quadro RL del modello Unico Persone fisiche e quadro D del modello 730).

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autore / Luca Lippi
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