Tutte le imposte del 2017: il calendario del fisco e le novità

28 dicembre 2016 ore 12:01, Luca Lippi
Bisogna cambiare un po’ abitudini e consuetudini perché alcune date cambiano e anche qualche modalità di pagamento, per esempio a metà del guado del 2017, esattamente entro il 30 giugno 2017, è fissata la scadenza per saldare Irpef, Ires e Irap, ma anche la cedolare secca e l’imposta sostituiva che fa riferimento al regime forfettario.
Quando è stato stabilito il nuovo calendario
Il 2 dicembre è stato convertito in Legge n. 225/2016 il decreto numero 249 già pubblicato in gazzetta il 24 ottobre col D.L. n. 193/2016. Il punto fondamentale è stato lo slittamento di alcune date poste nel calendario fiscale. 
Imposte 2017
Le nuove date di scadenza per imposte derivanti dal saldo e dalla prima rata scaturite dai modelli Unico e Irap sono slittate al 30 giugno e al 30 luglio, invece che il 16 e senza la maggiorazione dello 0,4% per persone fisiche e società di persone, intese ad esempio come studi professionali associati.
Per quanto riguarda le stesse, ma con riferimento ai soggetti Ires, il versamento delle suddette imposte va effettuato entro l’ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, invece che entro il giorno 16.
Versamenti seconda o unica rata di acconto Unico e Irap 
In questo caso la data ufficiale per il versamento delle imposte della seconda o unica rata di acconto è fissato al 30 novembre per persone fisiche e società di persone.
Imposte 2017 collegate a Unico e Irap
Imposte che seguono la stessa procedura e quindi direttamente collegate alle scadenze di quelle di Unico e Irap sono ad esempio:
-Addizionali Irpef;
-Addizionali e maggiorazioni Ires;
-Determinate imposte sostitutive (es. per i lavoratori autonomi e gli imprenditori individuali che adottano il regime dei c.d. “contribuenti minimi” o il regime fiscale forfettario ex Legge n. 190/2014);
-Capital gain in “regime di dichiarazione”;
-Imposte patrimoniali dovute dalle persone fisiche residenti che possiedono immobili e/o attività finanziarie all’estero (Ivie e/o Ivafe);
-Contributo di solidarietà del 3%, dovuto sul reddito complessivo Irpef di importo superiore ai €. 300.000,00 lordi annui;
-Contributi INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle relative Gestioni separate;
-Contributi dovuti alla Cassa di previdenza e assistenza dei geometri;
-Diritto annuale delle Camere di commercio.

Tutte le imposte del 2017: il calendario del fisco e le novità

Le imposte 2017 che non hanno variano
Non tutte le imposte 2017 hanno subito lo spostamento delle scadenze, tra queste: Imu, Tasi, l’imposta sostitutiva per l’affrancamento delle partecipazioni non quotate e dei terreni, le imposte sostitutive per le assegnazioni agevolate di beni ai soci, l’imposta sostitutiva per l’estromissione agevolata degli immobili strumentali degli imprenditori individuali.
Inoltre non subiscono variazione i conguagli che derivano dal modello 730. 
Sembra invece essere confermata come data di scadenza ufficiale al 16 marzo, il versamento del saldo Iva. Tuttavia, in questo caso, non c’è un’assoluta certezza, in quanto è prevista la possibilità di spostare anche questa data entro il termine stabilito dall’articolo 17 del DPR n. 435/2001, dove potrebbe essere introdotta una maggiorazione dello 0,4% per ogni mese successivo al 16 marzo.
Novità per il modello F24
Un’altra novità riguarda il modello f24, abolito l’articolo 7-quater, comma 31 del D.L. n. 193/2016 in cui si stabiliva l’obbligatorietà per i contribuenti che non posseggono una partita Iva a presentare telematicamente i modelli f24 con un saldo finale superiore a mille euro, senza che siano state effettuate compensazioni. Quindi, coloro i quali, non hanno una partita Iva possono ripresentare il modello in formato cartaceo, indipendentemente dall’importo del saldo in questione.
L’Agenzia delle Entrate, ha varato alcune obbligazioni per quanto riguarda le presentazioni telematiche dei modelli F24 con le Circolari n. 30/E/2016 e n. 27/E/2014, sostituendole con l’utilizzo del modello cartaceo nelle seguenti possibilità:
-Se si ha a che fare con un modello F24 precompilato e già inviato dagli enti impositori, eccetto che non vengano indicati crediti in compensazione:
-Per i contribuenti che non possono avere un conto corrente (coloro che hanno fallito ad esempio)
-Soggetti che hanno diritto ad agevolazioni fiscali, nella forma di crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione esclusivamente presso gli Agenti della Riscossione;
-Curatori fallimentari e commissari liquidatori, in relazione ai versamenti che devono effettuare per conto della procedura concorsuale;
-Produttori agricoli esonerati dagli obblighi Iva ai sensi dell’articolo 34, comma 6 del DPR n. 633/72;
-Per i contribuenti che hanno chiuso la partita Iva, rispetto ai tributi del periodo in cui svolgevano la propria attività
-Per gli eredi di contribuenti che possedevano partita Iva e quindi nel periodo di svolgimento d’attività.

autore / Luca Lippi
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