Rottamazione liti fiscali: ipotesi di stralcio al 50% per 520 mila procedimenti

28 febbraio 2017 ore 13:37, Gianfranco Librandi
Nell’era delle rottamazioni, allo studio del governo la rottamazione delle liti pendenti nelle commissioni tributarie fino ad arrivare in Cassazione. Stavolta non è una questione di recupero di risorse attraverso un condono, ma una vera e propria tagliola sulle cause pendenti che stanno intasando la macchina legale del paese.

I NUMERI
A fine 2016 risultano oltre 450mila liti pendenti col fisco nelle sezioni provinciali e regionali delle corti tributarie. A dirlo il presidente della giustizia tributaria, Mario Cavallaro all'inaugurazione dell'anno giudiziario, sottolineando però il ''forte recupero dell'arretrato, il 12%, percentuale quasi doppia'' rispetto al 2015. I processi pendenti sono in totale 468.839, di cui 318.192 nel grado Provinciale e 150.647 in quello Regionale. I nuovi processi iscritti sono circa 232mila mentre quelli arrivati a decisione sono quasi 300mila. In totale le liti ammontano a 32 miliardi, in leggero calo rispetto ai 34 miliardi del 2015. In calo il numero complessivo delle nuove cause, (-1% nelle sezioni regionali e -13% nelle provinciali, che si raffrontano però con un aumento del contenzioso del 6% del 2015).

Rottamazione liti fiscali: ipotesi di stralcio al 50% per 520 mila procedimenti

E’ una montagna che vale 32 miliardi di euro, mettendo insieme i fascicoli fermi nelle commissioni tributarie di primo e secondo grado con quelli arrivati fino in Cassazione.
Annuncia il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, sempre durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario “Per l’abbattimento dell’arretrato, stiamo pensando alla definizione delle liti pendenti sulla base dei principi della rottamazione delle cartelle esattoriali”.
Aggiunge il direttore dell’Agenzia Entrate Rossella Orlandi: “ È una scelta puramente governativa e politica, noi facciamo quello che il ministro ci dirà di fare”.

DOV’È IL RISPARMIO PER LO STATO
Il Fisco vince nel 76,4% dei casi. Tre volte su quattro. Forse questo pone la Orlandi in una posizione apparentemente algida nei confronti delle posizioni governative. Già in passato non era in linea con i provvedimenti di rottamazione delle cartelle Equitalia, tantomeno con l’aumento della circolazione del contante.
Non sarebbe la prima volta, in ogni caso: l’ultima rottamazione è arrivata nel 2012 per le liti fiscali fino a 20 mila euro. Allora lo schema fu questo, stavolta sarebbe simile: si pagavano 150 euro per i ricorsi fino a 2 mila euro, il 10% da 2 mila a 20 mila euro se nel primo giudizio aveva vinto il contribuente, il 30% se si era ancora al primo grado, il 50% se nel primo round aveva prevalso l’amministrazione finanziaria.

COSA RISPARMIA IL CONTRIBUENTE
Chi ha una causa contro l’Agenzia delle Entrate o contro Equitalia e vi rinuncia otterrà uno sconto del 50%. In questo modo dovrebbe essere messa una pietra sopra tutto l’arretrato giudiziale.
Il viceministro ha parlato di una rottamazione delle cause contro il fisco che consentirebbe, a chi ha già depositato l’atto di ricorso contro cartelle, avvisi di pagamento, intimazioni, accertamenti, fermi e ipoteche, pignoramenti, rimborsi, ecc. di chiudere la partita con uno sconto che può arrivare al 50%. “Si tratta di una norma ‘one shot’ e dunque da valutare attentamente ai fini dei saldi di finanza pubblica”. Piuttosto si potrebbe porre il tema della rottamazione delle liti in termini di ‘equità fiscale’, aggiunge il viceministro, spiegando che oggi “chi rottama la cartella entro il 31 marzo ha più vantaggi rispetto a coloro che si trovano a dover attendere la fine del contenzioso”.

LA NUOVA MEDIAZIONE
Con l’occasione della nuova rottamazione delle liti fiscali, l’esecutivo punta a una vera e propria riforma. Il primo passo è quello di estendere l’ambito di applicazione della mediazione tributaria, portando la soglia minima entro cui far scattare il previo tentativo di conciliazione da 20 a 50mila euro. L’obbligo riguarda non solo gli atti dell’amministrazione finanziaria, come avvisi di accertamento, ma anche le cartelle di pagamento, i fermi e le ipoteche.
Si pensa poi alla trasformazione delle Commissioni in tribunali tributari con due giudici togati e uno laico e, per il giudizio di legittimità, all’istituzione di una sezione bis tributaria in Cassazione con la chiamata di 50 giudici ausiliari.

IN CONCLUSIONE
Se rottamazione sarà, se ne parlerà in un “piano organico di revisione della giustizia tributaria”. In sostanza, al momento c’è solo l’idea e comunque non sarà realizzata a breve. 

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