Pensioni, allarme Ape: a rischio i lavoratori con assegni bassi

31 luglio 2017 ore 12:39, Luca Lippi
Il Dpcm attuativo sull’anticipo volontario, evidenzia le difficoltà del prestito pensionistico per coloro che hanno maturato prestazioni di importo basso. Il via libera da parte del Consiglio di Stato c’è e secondo quanto riportato da Pmi.it le novità in rampa di lancio riguardanti l’Ape volontaria sarebbero la non retroattività, l’assegno minimo, l’incompatibilità e la procedura di presentazione della domanda. è comunque utile ricordare che da un punto di vsta burocratico, per quanto possa esserci stata premura da parte dell'esecutivo e da parte del Consiglio di Stato per verificare nella forma e nella legalità il provvedimento, i tempi per la concessione dell'Ape volontaria non saranno proprio solleciti.
Pensioni, allarme Ape: a rischio i lavoratori con assegni bassi
A RISCHIO ALCUNI PENSIONANDI
Sono a rischio i lavoratori che hanno maturato una pensione inferiore a 800 euro al mese. La pensione anticipata con il prestito pensionistico, si rivolge ai lavoratori dipendenti del settore privato, i dipendenti del settore pubblico, gli autonomi iscritti presso le relative gestioni speciali dell’Inps (artigiani, commercianti e coltivatori diretti), gli iscritti alla gestione separata dell’Inps (restano fuori i liberi professionisti e i giornalisti iscritti all’Inpgi) in possesso di 63 anni di età e 20 anni di contributi. La condizione richiesta è che si trovino a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio.
I lavoratori che hanno questi requisiti potranno ottenere l’anticipo di una parte della propria pensione sino ad un massimo di 43 mesi dalla pensione di vecchiaia.
Le criticità nascono nella circostanza in cui, l’importo della pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, risulti pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria, circa 702,65 euro al mese.
Questo valore dev’essere al netto della rata di restituzione, che può oscillare in base all’entità e alla durata dell’anticipo richiesto.

APE SOLAMENTE A…
Per questo motivo, il prestito si rivolgerà prevalentemente ai lavoratori che hanno maturato una pensione lorda superiore a 1.000 euro al mese. Coloro che hanno una pensione di importo ricompreso tra i 750 e i 1.000 euro mensili dovranno valutare l’effettiva possibilità di poter conseguire il prestito pensionistico. La rata di ammortamento del prestito può far scendere il reddito sotto i 702,65 euro determinando così l’impossibilità di ottenere il prestito pensionistico. In questo modo, le classi deboli, sono penalizzate e fuori dal beneficio.

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autore / Luca Lippi
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