Generazione formazione, SOS giovani medici su specializzazione post-laurea

05 aprile 2017 ore 11:14, Americo Mascarucci
"Basta sfruttamento, chiediamo di essere tutelati e valorizzati attraverso una riforma del sistema formativo". A lanciare il grido d’allarme è il gruppo Anaao Giovani Formazione con una lettera inviata ai Ministri della salute e del Miur, al Coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, al Presidente Fnomceo e a quello dell’Osservatorio Nazionale Formazione Medica Specialistica. Una lettera di denuncia, ma anche di proposte concrete per realizzare finalmente un sistema formativo europeo all’avanguardia. 

LE DENUNCE
Tante le criticità denunciate nella lettera dai giovani medici.
"Continuano ad arrivarci segnalazioni di colleghi specializzandi costretti a lavorare per 24 ore consecutive, per 15 o 20 giorni ininterrottamente senza nessun giorno di riposo, per 60-70 ore di lavoro settimanale medio conteggiato nell'arco di 4 mesi. È evidente che tale comportamento, oltre ad essere totalmente illegale secondo il già citato D.lgs. 66/03, è gravemente rischioso per la salute dei pazienti e del professionista stesso"
Insomma gli specializzandi verrebbero trattati come schiavi e costretti a turni massacranti, addirittura senza poter godere nemmeno del giorno di riposo settimanale che non si nega a nessuno. 
I giovani medici denunciano inoltre le carenze riguardo alla metodologia di accesso alle scuole di specializzazione.
Sotto accusa soprattutto "l’eccessiva numerosità delle sedi concorsuali e l’assenza di adeguati controlli, che comportano differenti condizioni ambientali tali da influenzare l’esito finale delle prove". 
Critiche anche ai criteri di valutazione: "la valutazione dei titoli curriculari, considerati fino ad un valore di 15 punti, risultano difficilmente standardizzabili sul territorio nazionale e limitano il candidato partecipante, il quale diviene succube di uno scompenso valutativo, andando a snaturare il principio cardine di meritocrazia, sul quale dovrebbe fondarsi questo nuovo metodo di selezione".
L'appello finale è imprintato all'ottimismo:  "Noi ci crediamo e auspichiamo – concludono i giovani medici dell’Anaao - che mettendoci in gioco tutti insieme, si possa davvero arrivare ad un sistema formativo più moderno ed europeo, più attraente ed efficiente, più performante e meritocratico. Il futuro della Sanità italiana è in mano nostra, lavoriamoci sopra per migliorare. Insieme possiamo!".
Generazione formazione, SOS giovani medici su specializzazione post-laurea

LE PROPOSTE
Non solo denunce ma anche proposte per migliorare riassumobili in sei punti. 
1. Ferma presa di posizione sul rispetto della legge sull’orario di lavoro per i medici specializzandi.

2. Una rivisitazione dei numeri di prestazioni minime che il medico in formazione deve aver svolto al termine del percorso formativo.

3. Stabilire un percorso formativo definito, delineando steps temporali e di competenze da raggiungere, cadenzare tempistiche, obiettivi, tipi di tutoraggio e tipologie di strutture in cui viene svolta la formazione.

4. Creazione di un organismo esterno di verifica della qualità delle strutture accreditate, al fine di assicurare le reali capacità formative con parametri realmente oggettivi.

5. Migliorare l’accesso alle scuole di specializzazione attraverso sostanziali modifiche delle regole sul concorso.

6. Riduzione pluriennale degli accessi a Medicina e concomitante aumento considerevole dei contratti di formazione specialistica. Sarebbe auspicabile che le Regioni contribuissero all'aumento dei contratti di formazione specialistica, diventando protagoniste nel cammino formativo dei medici specializzandi, considerate anche le loro richieste di fabbisogno specialistico. Con il loro aiuto e lo stanziamento, anche per un periodo transitorio, di ulteriori 1.000 contratti di formazione specialistica, e di un numero almeno pari di contratti di formazione in Medicina Generale, il gap tra laureati e posti a bando si ridurrebbe. Il costo complessivo, stimato in circa 130 milioni di euro, ammonterebbe a poco più di 6 milioni di euro per le 20 Regioni italiane, una cifra oggettivamente alla portata di ogni bilancio regionale, viste anche le sue finalità.

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