Compliance su redditi 2014: 100mila avvisi bonari in arrivo. Cosa sono

06 giugno 2017 ore 11:15, Luca Lippi
In arrivo 100 mila lettere di avviso bonario da parte del Fisco. Le lettere riguardano i redditi del 2013 dichiarati nel 2014. Questa è la compliance, l’avviso è stato reso noto da Agenzia delle Entrate con comunicato stampa del 5 giugno 2017: la particolarità di queste nuove comunicazioni è che nel cassetto fiscale del contribuente sarà disponibile il link “scarica dichiarazione da integrare”, tramite il quale sarà possibile ottenere il file contenente la dichiarazione originaria presentata per il 2013 ed inoltre vi sarà anche un collegamento diretto “scarica il software di compilazione”, tramite cui i contribuenti potranno installare automaticamente il pacchetto UnicoOnLine necessario per richiamare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2013, importandola con l’apposita funzionalità, e integrare la dichiarazione.
Compliance su redditi 2014: 100mila avvisi bonari in arrivo. Cosa sono
Sono semplici comunicazioni, mediante via posta ordinaria o via Pec, con cui l’Agenzia informa che vi sono delle somme non dichiarate, in tutto o in parte. In tal modo, i contribuenti, tra cui vi sono anche i titolari di reddito di lavoro autonomo, potranno giustificare l’anomalia o presentare una dichiarazione integrativa e mettersi in regola beneficiando delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso.
L’Agenzia Entrate comunica dando per scontato che la risposta alle lettere sia positiva e che il contribuente pur di non avere fastidi e ripercussioni paghi non per sistemare la situazione ma per comprarsi la serenità. È la compliance bellezza!

Cos’è la compliance - L’attività di accertamento dei tributi è generalmente destinata a stabilire che si sia verificato il presupposto d’imposta, a quantificarlo e determinarlo mediante la definizione della base imponibile e, infine, a valutare se possano essere apportate deduzioni o altre agevolazioni. Il sistema italiano della tassazione sui redditi si basa sul principio della cosiddetta autotassazione dei redditi o autoliquidazione dell’imposta. Essa altro non è che il calcolo dell’ammontare del tributo che spetta pagare al contribuente, obbligando quest’ultimo a dichiarare il suo reddito imponibile e a versare tutte le imposte che scaturiscono a seguito dei farraginosi e, spesso poco chiari, meccanismi di calcolo delle somme da corrispondere all’erario. L’attività di controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti, rientra tra i compiti istituzionali affidati all’Agenzia delle Entrate ed è finalizzata a minimizzare i fenomeni evasivi ed elusivi e a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente (tax compliance). Da un lato, quindi, l’Agenzia ha il compito di contrastare i comportamenti fiscalmente non corretti e, dall’altro, di provocare un effetto dissuasivo che stimoli al massimo l’adesione spontanea.

Come difendersi - La comunicazione non è ancora un avviso di accertamento, ma un invito a regolarizzarsi, alla luce della nuova strategia di compliance, ossia di collaborazione, che ha sposato il fisco negli ultimi anni. Ma come ci si deve comportare e come ci si può difendere? I cittadini che ricevono una di queste comunicazioni possono chiedere chiarimenti rivolgendosi a uno dei Centri di assistenza multicanale (Cam) dell’Agenzia, che rispondono ai numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore – comunicazione direzione centrale accertamento”. In alternativa, è possibile rivolgersi alla Direzione Provinciale di competenza o ancora a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate.

I redditi accertati oggetto della comunicazione- Le anomalie riscontrate dall’Agenzia delle Entrate, per le quali sono in arrivo le lettere di compliace, attengono a:
-redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili, imponibili a tassazione ordinaria o soggetti a cedolare secca;
-redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge;
-redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza;
-redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali;
-redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale;
-alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale;
-redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive.

Procedura per integrare ove necessario - I contribuenti che ricevono una di queste comunicazioni troveranno indicati, in un dettagliato prospetto informativo, tutti gli elementi che hanno originato l’anomalia segnalata, ma un numero considerevole di contribuenti sarà indirizzato ad accedere a Fisconline per correggere la dichiarazione, direttamente online e in maniera assistita. Come già detto sopra, per la prima volta nel cassetto fiscale sarà disponibile il link “scarica dichiarazione da integrare”, tramite il quale sarà possibile ottenere il file contenente la dichiarazione originaria presentata per il 2013. New entry nell’ottica di agevolare i cittadini anche il collegamento diretto “scarica il software di compilazione”, tramite cui i contribuenti potranno installare automaticamente il pacchetto UnicoOnLine necessario per richiamare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2013, importandola con l’apposita funzionalità, e integrare la dichiarazione, sulla base dei dati forniti con il prospetto di dettaglio. Per rendere il tutto ancora più semplice, nei casi in cui l’anomalia riscontrata riguarda redditi di lavoro dipendente e assegni periodici (quadro RC), redditi di partecipazione (se non è stato compilato il quadro RH) e altri redditi (se nel quadro RL del modello Unico Persone fisiche o nel quadro D del modello 730 non sono stati dichiarati redditi di capitale), verrà fornito anche il prospetto precompilato del quadro da rettificare o integrare. Una volta predisposta l’integrativa, il contribuente non dovrà far altro che inviarla e stampare l’F24 per il pagamento degli importi se dovuti.

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autore / Luca Lippi
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