Imu e Tasi 2017, in arrivo la scadenza per l'acconto: codici e calcolo

06 giugno 2017 ore 17:15, Gianfranco Librandi
È arrivata la scadenza per il pagamento dell’Imu/Tasi dovuta per l’anno 2017. Entro il prossimo 16 giugno, i contribuenti interessati sono tenuti al versamento della prima rata la quale deve essere calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate dai Comuni per l’anno precedente, ossia per il 2016. la seconda rata (saldo) entra in pagamento il 16 dicembre 2017. Ricordiamo le modalità di calcolo e soprattutto i codici tributo, oltre le modalità per attivare i bonus e la dinamica relativa alle abitazioni in comodato.

Le modalità di versamento- è possibile utilizzare:
-il modello F24 “ordinario”: i dati relativi al versamento dell’Imu/Tasi devono essere evidenziati nella “Sezione Imu e altri tributi locali” con le consuete modalità.
In particolare, il versamento:
-deve essere effettuato con arrotondamento all’unità di euro;
-non deve essere effettuato se l’importo dovuto non supera i 12 euro; tale importo va riferito all’imposta dovuta per l’intera annualità. Tuttavia, i Comuni possono deliberare importi diversi ed è, quindi, possibile che sia richiesto anche il versamento di somme inferiori a detto limite.
-il modello F24 “semplificato”: I soggetti non titolari di partita Iva possono utilizzare anche il modello F24 “semplificato” ai fini del versamento in esame. Le modalità di compilazione di tale modello sono analoghe a quelle previste per il modello “ordinario”, unica differenza è l’indicazione del codice “EL” che individua l’Ente locale quale destinatario del versamento all’interno della sezione “Motivo del pagamento” (colonna “Sezione”).
-l’apposito bollettino postale: può essere presentato in forma cartacea ovvero utilizzando il canale telematico gestito da Poste Italiane Spa.
Imu e Tasi 2017, in arrivo la scadenza per l'acconto: codici e calcolo
Al riguardo, il D.M. 23 novembre 2012, ai fini Imu, precisa che:
-i bollettini sono disponibili gratuitamente presso gli uffici postali;
-il bollettino postale riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1008857615, valido indistintamente per tutti i Comuni. Su tale conto corrente non è ammessa l’effettuazione di versamenti tramite bonifico. Il conto corrente postale, ai fini del versamento, è obbligatoriamente intestato a “Pagamento Imu”.
-in caso di versamento tramite il servizio telematico, il contribuente riceve unitamente:
1 conferma dell’avvenuta operazione con le modalità previste dal servizio telematico;
2 l’immagine “virtuale” del bollettino ovvero una comunicazione in formato “testo” contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione. L’immagine virtuale del bollettino o la comunicazione in formato testo costituisce la prova del pagamento e del giorno in cui esso è stato eseguito.
Allo stesso modo, il D.M. 23 maggio 2014, ai fini TASI, precisa che:
-il bollettino riporta obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: 1017381649, valido indistintamente per tutti i Comuni. Su tale conto corrente non è ammessa l’effettuazione di versamenti tramite bonifico. Il conto corrente postale, ai fini del versamento, è obbligatoriamente intestato a “Pagamento Tasi”.
-è possibile effettuare il versamento della Tasi tramite il servizio telematico gestito da Poste Italiane, con modalità analoghe a quelle su indicate per l’Imu.
Considerato che nel bollettino è possibile indicare un solo codice Comune, laddove il contribuente possieda più immobili:
-nel medesimo Comune, il versamento riferito a tutti gli immobili va effettuato con un solo bollettino (“il versamento li deve comprendere tutti”);
-in Comuni diversi, il versamento va effettuato distintamente per ogni Comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili.

Codici Tributo:
IMU
- per l’abitazione principale e relative pertinenze 3912;
- per i fabbricati rurali ad uso strumentale 3913; 
- per i terreni (Comune) 3914;
- per i terreni (Stato) 3915;
- per le aree fabbricabili (Comune) 3916;
- per le aree fabbricabili (Stato) 3917;
- per gli altri fabbricati (Comune) 3918;
- per gli altri fabbricati (Stato) 3919;
- per interessi da accertamento (Comune) 3923;
- per sanzioni da accertamento (Comune) 3924;
- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D (Stato) 3925;
- per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D (incremento Comune) 3930.

TASI
- per l'abitazione principale e le relative pertinenze 3958;
- per gli immobili diversi dalle abitazioni principali 3961;
- per i fabbricati rurali ad uso strumentale 3959;
- per le aree edificabili 3960.

Chi non paga - Niente Imu anche quest'anno per i proprietari di una prima casa che non sia di lusso ossia rientri nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Esenti gli immobili di proprietà di persone anziane o disabili, ricoverate in modo permanente in istituti, se la casa non è data in affitto. 

Il calcolo - La base imponibile (uguale per Imu e Tasi) si ottiene prendendo la rendita catastale dell’immobile (ad esempio 1.000) e rivalutandola del 5% (quindi 1.000 + [1.000 x 0,05] = 1.050); il risultato va moltiplicato per il relativo coefficiente, ad esempio 160 per le abitazioni e le relative pertinenze (perciò 1.050 x 160 = 168.000). 
La base imponibile va quindi moltiplicata per l’aliquota decisa dal Comune (diversa per Imu e Tasi) per il saldo dell’anno scorso (ad esempio il 2,5 per mille, perciò 168.000 x 0,0025 = 420). Infine, si sottrae l’eventuale detrazione (indicata nella delibera comunale), si divide per due e il risultato così ottenuto corrisponde all’acconto da versare.

Immobili in comodato - Sconto del 50% della base imponibile, registrare il comodato e presentare la dichiarazione Imu. La legge di Stabilità 2016 consente, al proprietario di casa, di ottenere uno sconto del 50% su Imu e Tasi per l’immobile concesso in comodato gratuito a un figlio o ai genitori. La clausola taglia fuori tutte le case comprate in un’altra città, ad esempio in quella dove il figlio studia. I problemi si pongono poi in tutti quei piccoli comuni italiani tra loro limitrofi, dove è facile che il figlio abiti in un centro diverso da quello dei genitori anche se le due case sono a pochissimi chilometri l’una dall’altra.
Per ottenere il bonus fiscale è però necessario rispettare alcune condizioni e procedere a determinati adempimenti. 

Come ottenere il bonus fiscale - L’aliquota Imu da utilizzare è quella ordinaria, che può arrivare al 10,6 per mille. Ovviamente il Comune potrebbe decidere di agevolare con proprie risorse i comodati, portando l’aliquota al minimo del 4,6 per mille ed azzerando la Tasi, visto che ai Comuni è fatto divieto nel 2016 di aumentare le aliquote ma non di ridurle.
– il comodante, oltre alla casa data in comodato, può essere proprietario solo di un’altra abitazione, quella principale. Quindi, se il possessore/comodante possiede una casa di vacanza, ma anche lo 0,1% di un’altra abitazione in Italia, il comodato non opera. All’utilizzatore/comodatario invece non viene posta questa condizione e, pertanto, può possedere anche più di due abitazioni;
– il comodatario deve essere un parente in linea retta di primo grado del comodante: il che significa che l’immobile deve essere prestato alternativamente a uno o entrambi i genitori, oppure al figlio;
– il comodatario deve utilizzare l’immobile dato in comodato come propria abitazione principale.
– l’abitazione principale del comodante deve trovarsi nello stesso Comune in cui si trova la casa data in comodato ai familiari.

Adempimenti per ottenere il bonus fiscale - per ottenere lo sconto fiscale è necessario adempiere alle seguenti formalità:
– il contratto di comodato deve essere registrato. La registrazione, al 2016, avrà un peso di 216 euro (di cui 200 euro di imposta di registro e 16 euro di marca da bollo ogni quattro pagine di contratto);
– la registrazione deve essere richiesta entro venti giorni dalla data dell’atto;
– il comodante deve presentare la dichiarazione Imu 2016, entro il 30 giugno 2017: non rilevano le precedenti dichiarazioni o comunicazioni inviate ai Comuni, visto che le condizioni per l’accesso sono cambiate e la normativa ora prevede espressamente che ai fini dell’applicazione dell’agevolazione il soggetto passivo deve attestare nella dichiarazione Imu la sussistenza di tutti i requisiti.

Pertinenze - La riduzione della base imponibile opererà per tutte le pertinenze concesse in comodato, anche se si tratta di due garage, a condizione ovviamente che queste siano puntualmente individuate nel contratto di comodato. Inoltre, ben potrà verificarsi l’ipotesi di abitazione che sia agevolabile solo a metà, come nel caso di abitazioni in comproprietà di due coniugi di cui solo uno rispetta le condizioni imposte dalla norma.

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