Novità su libretto di famiglia e 'PrestO': le info Inps sui Voucher 2.0

06 luglio 2017 ore 13:28, Luca Lippi
L’addio definitivo alla vecchia disciplina dei voucher sarà sancito il 10 luglio con l’entrata in vigore definitiva del 'nuovo voucher'. La nuova disciplina è stata introdotta dal dl 50/2017. Gli interessati alla novità sono le famiglie e le micro imprese fino a cinque dipendenti. Escluse le aziende per cui sono stati pensati i contratti di prestazione occasionale PrestO. 

Come sarà regolamentata la normativa sul lavoro accessorio -  La circolare dell’Istituto guidato da Tito Boeri, la n. 107/2017 propone le indicazioni operative per l’utilizzo del nuovo lavoro occasionale introdotto dal decreto legge 50/2017 in sostituzione del lavoro accessorio, retribuito con i voucher che sono stati aboliti il 17 marzo scorso. ‘Presto’, così chiamato da Boeri nella relazione annuale di due giorni fa,?sarà operativo da lunedì 10 luglio sulla piattaforma telematica dell’Inps, per soddisfare una domanda che ci si aspetta molto elevata, e sarà garantito il supporto anche dei servizi di contact center per mini-aziende o singoli datori di lavoro o lavoratori che vorranno registrarsi.
Novità su libretto di famiglia e 'PrestO': le info Inps sui Voucher 2.0
I voucher 2.0 – in linea generale, la nuova legge prevede alcune disposizioni comuni per famiglie e imprese: c’è un tetto pari a 5mila euro annui per ciascun lavoratore, di cui 2mila 500 possono arrivare dallo stesso datore di lavoro. Stesso limite anche per le imprese, che quindi possono pagare retribuzione da lavoro accessorio fino a un massimo di 5mila euro annui.
Per quanto riguarda il libretto famiglia sono ammesse solo le seguenti attività: 
-piccoli lavori domestici, compresi quelli di giardinaggio, pulizia e manutenzione; 
-assistenza domiciliare a bambini e persone anziane o ammalate o affette da disabilità; 
-insegnamento privato supplementare. In entrambi i casi le attività svolte per il medesimo committente devono rispettare il limite delle 280 ore di lavoro nell'anno civile.
Il Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento (i cosiddetti “voucher elettronici”) del valore nominale di 10 euro l'uno. Il singolo voucher può remunerare non più di un'ora di lavoro e un'ora di lavoro può essere retribuita anche con più di un voucher. La singola ora di lavoro occasionale accessorio, invece, non può essere remunerata meno di 9 euro. Nel settore agricolo il minimo è pari alla retribuzione media oraria stabilita dal contratto collettivo per il lavoro subordinato. In entrambi i casi non è previsto il voucher cartaceo.

Trattamento tributario - sia la normativa attuale che quella precedente prevede compensi esenti da imposta. In merito al trattamento previdenziale e assicurativo, invece, la contribuzione sociale obbligatoria (inglobata nel voucher) comprendeva contributi pensionistici del 13% alla Gestione separata dell'Inps e assicurativi per gli infortuni sul lavoro del 7% all'Inail. Ora sono a carico del committente la contribuzione pensionistica del 33% alla Gestione separata dell'Inps , la contribuzione assicurativa per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del 3,5% all'Inail.
Nel caso del libretto famiglia, per ogni voucher utilizzato, oltre ai 10 euro di valore nominale, sono a carico del committente 1,65 euro di contribuzione pensionistica alla Gestione separata dell'Inps, 0,25 euro di contribuzione assicurativa per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali all'Inail. A differenza che nel Jobs Act, adesso si specifica che, assieme agli infortuni sul lavoro, sono assicurate anche le malattie professionali.
I compensi devono rispettare i seguenti tre vincoli: 
-il prestatore non può ricevere più di 5.000 euro per anno civile dal complesso dei committenti; 
-il committente non può erogare più di 5.000 euro per anno civile al complesso dei prestatori di cui si avvale; 
-il prestatore non può ricevere più di 2.500 euro per anno civile dallo stesso committente. Al superamento del limite annuale di 280 ore di lavoro e/o del limite annuale di 2.500 euro nel rapporto tra prestatore e singolo committente, il rapporto di lavoro si trasforma a tempo pieno e indeterminato (tranne quando il committente sono le Amministrazioni pubbliche).
È vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale per:
-imprese con oltre 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato; 
-imprese attive in edilizia, escavazione, lavorazione lapidei, estrazione in miniere, cave, torbiere; 
-imprese esecutrici di appalti di opere e servizi. Escluse anche le imprese del settore agricolo, salvo pensionati, disoccupati, studenti e percettori di prestazioni integrative del salario.

Per il settore agricolo -  è possibile avvalersi esclusivamente di: 
-pensionati di vecchiaia e invalidità; 
-giovani con meno di 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario; 
-disoccupati; 
-percettori di prestazioni integrative del reddito da lavoro, di Rei (Reddito di inclusione), o di altre prestazioni di sostegno del reddito. Condizione comune a queste categorie è che nessuno sia stato iscritto l'anno prima negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
E' evidente che la piattaforma Inps viene predisposta per assicurare il rispetto delle regole: sono previsti controlli per i committenti che annulleranno troppo spesso prestazioni di lavoro occasionale precedentemente dichiarate, i lavoratori una volta che il datore di lavoro avrà caricato sulla piattaforma la comunicazione (obbligatoria per le imprese), potrà confermare online di aver effettivamente svolto il lavoro.

In conclusione – sono disponibili pochi giorni per prendere confidenza con le nuove regole che prevedono due diverse forme contrattuali:?il libretto famiglia, se il datore di lavoro è una persona fisica non nell’esercizio di impresa o di libera professione, e il contratto di prestazione occasionale per gli altri datori di lavoro.


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autore / Luca Lippi
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