'Nuovo' Spesometro e ultima proroga: manca l'invio dei dati

08 settembre 2017 ore 13:37, Luca Lippi
La scadenza per la comunicazione dello spesometro sarebbe bruciante da aprile ultimo scorso, siamo a settembre e arriva una nuova proroga, dal 16 al 28 settembre, del termine per effettuare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre 2017 vale anche per i soggetti che hanno aderito al regime opzionale per la trasmissione telematica dei dati delle fatture. A precisarlo in una nota è l'Agenzia delle Entrate. Tale chiarimento è in linea con quanto previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 27 marzo 2017 che ha uniformato, per il primo anno di applicazione, i termini per l’invio opzionale dei dati delle fatture con i termini per la 'Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute'.
'Nuovo' Spesometro e ultima proroga: manca l'invio dei dati
IL 'NUOVO' SPESOMETRO CONTRO L’EVASIONE
In estrema sintesi, lo spesometro concretamente è in vigore ormai da cinque anni, ma ad oggi non è dato sapere quanto le informazioni raccolte abbiano contribuito ai buoni risultati della lotta all’evasione. Come dice la parola stessa, lo strumento misura le spese, non di tutti, ma di chi possiede una partita Iva, ovvero di società, lavoratori autonomi, artigiani e professionisti. La norma stabilisce che i soggetti Iva devono comunicare i dati di tutte le fatture relative alle cessioni di beni e prestazioni di servizi, rese e ricevute, comprese quelle emesse nei confronti di soggetti privati. Per le operazioni non documentate da fattura la comunicazione è prevista per le operazioni superiori a 3.600 euro. Ogni anno parte la corsa a certificare le proprie spese alla Agenzia delle Entrate. Il ragionamento del Fisco è che chi spende tanto, deve necessariamente disprre di entrate adeguate altrimenti qualcosa non torna. Poi però bisogna dimostrarlo perché nessuna norma vieta di vivere di ‘elemosina o regalie’. 
L’alternativa per chi non vuole pagare le tasse è di tenere i soldi sotto il materasso oppure di non spendere nulla, altrimenti si corre il rischio di venire stanati, grazie alle verifiche incrociate con i dati dell’Anagrafe tributaria. Gli scettici, invece, pensano che il redditometro sia soltanto una delle tante complicazioni burocratiche che appesantiscono il Fisco italiano, perché chi vuole emettere fatture false per abbattere gli utili può continuare a farlo. E chi non fattura, può ricorrere ai pagamenti in contanti o in nero. Per funzionare servirebbe anche una adeguata politica di contrazione dell’uso del contante, ma con quello che costa usare le carte di credito e di debito, sarebbe curioso che si obbligasse chiunque ad usarle!

CHI E’ TENUTO ALLA COMUNICAZIONE
Per tornare alle questioni tecniche, imprenditori artigiani e commercianti, agenti e rappresentanti di commercio; lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali; società di persone, società semplici, Snc, Sas, studi associati; società di capitali ed enti commerciali, SpA, Srl, società cooperative, Sapa, enti pubblici e privati diversi dalle società; infine, istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie. Sono tenuti alla comunicazione tutti i soggetti passivi Iva che compiono operazioni rilevanti ai fini dell’imposta (il soggetto passivo è solo quello che esegue la cessione di beni o la prestazione di servizi), mentre ne sono esonerati i contribuenti che si avvalgono del regime dei contribuenti minimi ex art. 27 commi 1 e 2 del D.L. n. 98/2011. 
Per effetto del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate (prot. n. 44922/2015 del 31.03.2015) anche le Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo1 comma 2 della legge n. 196/2009 e le amministrazioni autonome sono state esonerate dall’adempimento per tutte le operazioni rilevanti a fini iva (questo è quanto accaduto anche per gli anni precedenti al 2016).
Gli enti non commerciali (enti non commerciali sono quelle entità che hanno per oggetto, nello statuto, lo svolgimento di un’attività non commerciale) invece devono comunicare le operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali o agricole, ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/72.
Nei casi di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive, avvenute durante il periodo cui si riferisce la comunicazione, è necessario distinguere due diverse situazioni: la prima contempla l’ipotesi di operazione straordinaria o di trasformazione sostanziale soggettiva che ha comportato l’estinzione del soggetto, in questo caso il subentrante ha l’obbligo di trasmettere la comunicazione contenente anche i dati delle operazioni effettuate dal soggetto estinto. La seconda contempla l’ipotesi in cui il soggetto non si sia estinto per effetto dell’operazione straordinaria, dunque la comunicazione deve essere presentata dal soggetto stesso.

COSA DEVE ESSERE COMUNICATO
Oggetto della comunicazione sono i corrispettivi che si riferiscono alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute, per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura a prescindere dall’importo. E ancora, cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro 3.600 al lordo dell’Iva.
Con riferimento alle operazioni senza obbligo di emissione della fattura, il provvedimento dell’ Agenzia delle Entrate n. 94908 del 02.08.2013 ha stabilito che il limite di euro 3.600, al lordo dell’Iva, non opera nei casi in cui la fattura sia stata emessa in luogo dello scontrino o della ricevuta fiscale ai sensi dell’art. 22 comma 1 del D.P.R. 633/1972, a seguito di richiesta del cliente ovvero su richiesta da parte degli imprenditori che acquistano beni che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, ai sensi dell’art. 22 comma 3 del D.P.R. 633/72; in ogni caso poi il limite di euro 3.600 non opera se la fattura sia stata comunque emessa su base volontaria.

OPERAZIONI ESENTI
Per i soggetti di cui agli artt. 22 (commercianti al minuto e soggetti equiparati) e 74-ter (agenzie viaggi) del D.P.R. 633/1972 il già citato provvedimento prot. n. 44922/2015 del 31/03/2015 (Confermato attraverso il Comunicato stampa del 24.03.2017 l'Agenzia delle Entrate) ha previsto l’esclusione della comunicazione delle operazioni attive di importo unitario inferiore ad euro 3.000, al netto dell’Iva; è quindi confermata l’esclusione già disposta per gli anni precedenti, esclusione motivata dalle difficoltà segnalate dagli operatori per il tramite delle associazioni di categoria.
Sono altresì escluse dall’obbligo di comunicazione (oltre alle operazioni non rilevanti a fini Iva) le seguenti operazioni: le importazioni, le esportazioni dirette di cui all’articolo 8, comma 1, lettere a) e b) del D.P.R. n. 633/1972, le operazioni intracomunitarie (dichiarate a fini Intrastat), le operazioni che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria (art. 7 del D.P.R. 605/1973) e altre (ad esempio contratti di assicurazione, contratti di somministrazione di energia elettrica, acqua e gas, contratti di mutuo, atti di compravendita di immobili). 
Sono escluse anche le operazioni (attive e passive) poste in essere nei confronti di operatori economici aventi sede (residenza o domicilio) in Stati o territori definiti “black list”, le operazioni finanziarie esenti da iva ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, e alla fine le operazioni di importo pari o superiore ad euro 3.600, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’Iva (non documentate da fattura) il cui pagamento è avvenuto mediante carte di credito (di debito o prepagate) emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7 comma 6 del D.P.R. n. 605/1973.
Ancora da chiarire (sino dall’origine del provvedimento), se vige l’obbligo di comunicazione anche per quelle operazioni territorialmente non rilevanti a fini Iva per le quali è previsto comunque l’obbligo di emissione della fattura (trattasi di operazioni che difettano del requisito della territorialità), quindi non rilevanti ai fini dell’assoggettamento al tributo per le quali tuttavia sussiste comunque l’obbligo di fatturazione. Per queste si attendono chiarimenti dal legislatore.
 
COME FARE
Esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, utilizzando il modello disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate approvato con provvedimento del direttore dell'Agenzia stessa il 2 agosto 2013. La comunicazione può essere effettuata inviando i dati in forma analitica o in forma aggregata.

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autore / Luca Lippi
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