Gay: effetto Trento, ci prova Vendola: "Per lo Stato io non sono nulla per mio figlio"

01 marzo 2017 ore 9:51, intelligo
Gay: effetto Trento, ci prova Vendola: 'Per lo Stato io non sono nulla per mio figlio'
"Valuterò con i legali, ma so di essere catalizzatore di attenzione morbosa e quindi seguirò il percorso più sicuro": Nichi Vendola, in un'intervista al Corriere della Sera rilasciata all'indomani della storica ordinanza della Corte d'Appello di Trento che per la prima volta in Italia ha riconosciuto a due uomini la possibilità d'essere considerati padri di due bambini nati all'estero grazie a maternità surrogata, scende in campo anche lui. 
Per l'ex leader di Sel si tratta di un'ordinanza che "è una finestra sulla vita" e dice di soffrire il fatto di vivere da un anno con lui  ("non è passato un giorno senza che gli dessi il biberon, che gli cambiassi il pannolino. Ci gioco come un matto, lo nutro, lo curo, lo amo alla follia) eppure, di vivere "ancora in un limbo giuridico".

"Mentre vedo lo sguardo di mio figlio che mi cerca in ogni momento - dice Vendola - l'idea che io per lo Stato non sia nulla per lui, che non abbia alcuna parentela, è un'idea drammatica. Che può avere conseguenze catastrofiche: io sono privo di diritti nei suoi confronti e lui nei miei". Sulla pronuncia di Trento, "Un anno fa era difficile immaginare di imbarcarsi con la richiesta a un tribunale per il riconoscimento della paternità". 
Per Vendola "quello dell'unione civile e delle pratiche per l'adozione". Per l'ex governatore della Puglia, "i giudici rimediano alla spaventosa ipocrisia in cui è vissuta un'Italia ostaggio del moralismo elettorale e dell'immoralismo esistenziale". E a chi gli fa notare di non aver fatto alcuna battaglia politica su questo, "ho fatto un figlio e non mi pare sia passato inosservato - ribatte - Ma il mio primo dovere è tutelarlo. Sono stato una bandiera dei diritti gay, ma non voglio fare di mio figlio una bandiera". 
Per Mario Adinolfi, intervistato ieri da IntelligoNews, questa sentenza è il "frutto inevitabile della scelta fatta da Renzi e da Alfano di varare una norma che ha aperto i cancelli prima all'applicazione delle sentenze sulla stepchild adoption incrociata tra lesbiche, e ora inevitabilmente anche alla stessa condizione in caso di utero in affitto". 
Insomma c'è il mondo cattolico in grande agitazione perché ritiene che così si ottiene per via giurisprudenziale quello che non si è ottenuto per via parlamentare. E Vendola soffia sul fuoco. 

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autore / intelligo
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