Torture in Cecenia: lì i gay come in campi di concentramento

12 aprile 2017 ore 17:03, intelligo
L’ossessione nazista per i gay e quel contraddistinguerli con un triangolo rosa cucito sulla divisa a righe. In Cecenia torna la pratica  di mettere gli omosessuali in campi di concentramento. L'accusa è questa, insieme a quella di subire tortura, umiliazioni, carcere e anche di giungere alla morte nel silenzio. 
Ci mancano solo le sperimentazioni sui loro corpi ed è un ritorno al passato. Una pagina del nazismo che per molti anni fu dimenticata per non rischiare dio spiegare il motivo del loro vero internamento. La notizia oggi invece arriva dalla stampa nazionale cecena e fa subito il giro del mondo, arrivando anche in Europa dove tra le prime dichiarazioni si registra quella del presidente del Parlamento europeo, Tajani. 
Torture in Cecenia: lì i gay come in campi di concentramento
ITALIA
Anche in Italia monta la polemica, Sinistra Italiana chiede a Mogherini e Alfano di pretendere spiegazioni, ma ci si interroga anche su quali armi abbia la comunità internazionale per intervenire prontamente una volta accertata la violazione dei diritti universali dell'uomo. 
Su IntelligoNews Aurelio Mancuso, presidente di Equality, dice: "Accade quello che sta accadendo più in generale nella federazione russa, dove è vietata la cosiddetta propaganda omosessuale. La Cecenia in più è uno Stato a grande maggioranza islamica e va subito ai fatti, attuando appunto tipi di forme che ricordano senza tanti giri di parole il nazismo. Questo è un fatto gravissimo che l'Europa non può trattare con sufficienza perché è un'infezione che potrebbe colpire molte ex Repubbliche del blocco dell'Est, a cominciare dall'Ungheria dove già ci sono segnali di questo tipo". 
Intanto le notizie dicono che "i morti sono almeno tre", ma alcune fonti "sostengono che siano molti di più". Addirittura si parla di sevizie con l’elettricità. "Faceva male - ha detto un ex prigioniero - e io dopo un po' svenivo e cadevo. Con la corrente elettrica il corpo comincia a tremare, uno smette di ragionare e comincia a urlare".
Oggi l'Arcigay attende la voce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo la sua visita a Mosca dove non ha parlato del caso. "Diverse fonti e testimonianze dirette hanno confermato quel racconto, e riceviamo addirittura notizie di un vero e proprio campo di concentramento per omosessuali a ridosso del confine tra la Cecenia e la Georgia", ha fatto sapere il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni. E contro la Russia ha tuonato: "Non si tratta di un fatto isolato né inatteso: quello che succede nei territori della Federazione russa è l’esito estremo e raccapricciante della politica omofoba e violenta di Vladimir Putin". 

POLITICA
E anche il Parlamento si è mobilitato con i senatori del Pd Sergio Lo Giudice, Monica Cirinnà e Luigi Manconi, il presidente della Commissione diritti umani, che oltre a un’interrogazione al ministero degli Esteri hanno chiesto "l'invio di osservatori internazionali in Cecenia".
Il primo atto lo ha fatto il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova che ha messo in moto gli uffici della Farnesina per avere informazioni sui gay e sulla presunta violazione dei diritti umani. 

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autore / intelligo
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