Sfregiata con acido, Meluzzi: "E' la vendetta delle vendette. Quando la gelosia diventa malattia"

12 gennaio 2017 ore 14:26, intelligo
di Stefano Ursi

Rimbalza sulle cronache il caso di cronaca di Gessica Notaro, 28enne di Rimini, ricoverata al Bufalini di Cesena, che rischia di perdere la vista, dopo essere stata sfregiata con l'acido. Addestratrice nel delfinario di Rimini, una vita dedicata allo spettacolo e alla comunicazione, nel 2007 aveva conquistato l'accesso alle prefinali nazionali di Salsomaggiore Terme con il titolo di "Miss Sorriso Lei Card Emilia Romagna" e poi le finali come Miss Romagna. Bellezza e acido, un binomio che torna drammaticamente a ripetersi. IntelligoNews ha chiesto l'opinione dello psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi che spiega come ''lanciare l'acido è considerato la vendetta delle vendette. Colpisce le belle nella bellezza''.

Che idea si è fatto? La bellezza e l'acido, un binomio che si ripete.

Sfregiata con acido, Meluzzi: 'E' la vendetta delle vendette. Quando la gelosia diventa malattia'
''E' quasi un remake, a pochi km di distanza, da Pesaro a Rimini. E questo ci induce ad una serie di riflessioni. La prima di carattere immensamente e profondamente umana, di una sterminata tenerezza per questa ragazza bellissima, piena di talenti e di qualità, che come una farfalla aveva cercato di spiegare le ali nel mondo dello spettacolo e della comunicazione: ali che le sono state bruciate prima di poter spiccare il salto. In quell'amata Rimini che è un mondo che io conosco molto bene. La seconda considerazione è relativa al rischio di emulazione, perché alla fine questo fatto di lanciare l'acido è diventato pericolosamente di moda, da Milano a Pesaro a Rimini: rischia di divenire la vendetta delle vendette, la vendetta finale perché colpisce le belle nella bellezza. Colpisce la qualità che ha a che vedere con il carattere, con l'essere, con la bellezza, con la natura e soprattutto con l'identità, offrendo un panorama di sofferenze terribili, destinate a durare per anni e a lasciare, molto spesso, lesioni irreparabili all'immagine di sé. A cui certamente una ragazza coraggiosa fa fronte ma altrettanto certamente l'attende un calvario. La terza considerazione riguarda la natura del personaggio, che spero verrà punito severamente. E che è espressione di una cultura della distruzione della donna che decide e che sceglie''.

Come si può capire quando la gelosia diventa malattia?

''Da due criteri, l'intensità e la durata. Quando l'intensità supera la soglia dell'accettazione della libertà dell'altro e quando la durata supera la soglia di un tempo ragionevole, il rischio che si possa sfociare in passaggi all'atto diventa una possibilità concreta''.

Quali segnali si debbono cogliere?

''La possessività, il bisogno di controllo, la gelosia patologica, un atteggiamento di sopraffazione della libertà dell'altro, la paura di perdere''.

Quando si notano questi segnali per tempo, a chi ci si deve rivolgere?

''Ci sono molti uffici, segreterie, telefoni ad hoc, centri anti-violenza, oltre a Carabinieri e Polizia. La legge su queste cose c'è e occorre rompere l'omertà. Questa ragazza l'aveva fatto e c'era stato un provvedimento del Questore, ma ahimè, non è bastato''.
autore / intelligo
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