No a genitori-nonni, coppia di anziani perde ricorso. Bimba adottabile

13 marzo 2017 ore 13:02, Americo Mascarucci
La Corte d'Appello di Torino ha respinto il ricorso presentato dalla coppia dei 'genitori nonni', 75 anni lui e 63 lei, della provincia di Alessandria confermando l'adottabilià della bimba. La bambina era stata allontanata dalla famiglia poche settimane dopo la nascita avvenuta nel 2010 dopo una denuncia per presunto abbandono da parte dei vicini di casa, vicenda per la quale il padre, che era accusato di aver lasciato la piccola da sola in auto mentre faceva la spesa, era stato assolto.
La bambina rimarrà quindi con i genitori adottivi che da tempo si occupano di lei. Ha quasi sette anni e da quattro non ha nessun contatto con i genitori naturali. 
No a genitori-nonni, coppia di anziani perde ricorso. Bimba adottabile

I PRECECENTI
L’estate scorsa la Cassazione aveva cancellato sia la sentenza della Corte d’appello del 2013, che si era pronunciata per l’adottabilità, sia la successiva decisione della Cassazione, che aveva confermato l’orientamento. I supremi giudici avevano affermato che la legge non prevede limiti di età per "chi intende generare un figlio" e aveva dato ragione al ricorso straordinario della coppia, che da anni lotta per riavere la figlia. La Suprema Corte aveva quindi rinviato la questione alla Corte d’appello, che però oggi ha confermato la sua adottabilità (la bimba è ormai inserita nella nuova famiglia).
Si tratta senza dubbio di una questione molto delicata visto che va di fatto a scontrarsi con due esigenze legittime: quella della coppia avanti con gli anni di crescere la propria figlia, e quello altrettanto sacrosanto della bimba di crescere in una famiglia il più possibile "normale". 
E' vero che la Costituzione non pone limiti alla possibilità di diventare genitori, ma è altrettanto vero che un bambino avrebbe quanto meno bisogno di punti di riferimento "sicuri". Ed essere genitori non è proprio la stessa cosa che essere nonni. Un conto è essere padri o madri a 30/40 o 50 anni, altro esserlo a 60, 70 anni o anche oltre, e questo per ovvie questioni naturali legate all'invecchiamento e a tutte le conseguenze che inevitabilmente ne deriverebbero in termini di salute. 
Crescere un bambino non è come portarlo al parco la mattina mentre mamma e papà stanno a lavoro. la cura di un figlio, la sua crescita potrebbe comportare sfozi e responsabilità che un anziano potrebbe non essere in grado di svolgere debilitato magari nel fisico o peggio nella mente. 
Ecco perché alla fine la sentenza dei giudici di Torino potrebbe apparire molto meno disumana di come si possa ritenere.

LA BATTAGLIA CONTINUA
"Certamente la sentenza tiene conto dello stato attuale della bimba, che vive con un'altra famiglia e dell'eventuale trauma dovuto all'eventuale separazione, ma prima o poi bisognerà spiegarle che i suoi genitori sono altri e come mai è stata allontanata da loro" è il commento del legale della coppia Adriana Boscagli.
Annunciando il ricorso in Cassazione, l'avvocato aggiunge: "Confidavamo in una Corte più coraggiosa che considerasse i genitori naturali come una coppia assolutamente in grado di prendersi cura della bambina". 
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