Avevamo un osso nel pene, "perso" per la monogamia: studio choc

15 dicembre 2016 ore 11:04, Americo Mascarucci
Perché l’uomo ha perso l’osso del pene?
La risposta sembra arrivare da uno studio pubblicato dai Proceedings of the Royal Society di Londra, che avrebbe collegato questo evento al momento del passaggio dell’uomo dalla poligamia alla monogamia. 
Per cercare di capirne con chiarezza il motivo i ricercatori inglesi hanno tentato di ricostruire la storia evolutiva dell'osso applicando metodi statistici. 
Hanno cercato in particolare l'esistenza di correlazioni tra la lunghezza dell'osso, che può variare da pochi millimetri a qualche centimetro, e i comportamenti riproduttivi. 
Il baculum, questo l’osso del pene che sarebbe andato perduto nell'uomo ma ancora presente in molti animali e nei mammiferi, pare rappresentasse un aiuto per l'uomo nella competizione riproduttiva, aiutandolo a fecondare il maggior numero di donne possibile. L'osso ovviamente facilitava un'erezione più duratura. 
Secondo i dati statistici raccolti dai ricercatori, lo studio del baculum avrebbe dimostrato un legame fra la presenza di questo osso e la durata dei rapporti sessuali in diversi animali. 
La ricerca suggerisce infatti che questo tipo di osso diventi fondamentale solo negli animali in cui più forte è la competizione sessuale: un accoppiamento più lungo garantirebbe infatti maggiori garanzie di successo.

Gli scienziati teorizzano quindi che la specie umana abbia perso l’osso quando, 1,9 milioni di anni fa, la monogamia si è affermata come comportamento prevalente. 
Per spiegare la loro teoria, gli scienziati hanno messo in relazione la lunghezza dell’osso penico – otto millimetri nei bonobo e sessanta centimetri nei trichechi per fare due esempi –  con il comportamento sessuale e hanno trovato una diretta corrispondenza tra lunghezza e promiscuità: nel senso che quanto più il maschio di una specie è promiscuo, più il suo osso penico è lungo. 
Nel momento in cui dunque l'uomo è passato da avere molte donne ad averne soltanto una, la promiscuità sarebbe venuta a mancare e con essa anche l'osso penico che si sarebbe di fatto estinto per scarsa produttività. 
L’uomo tuttavia non sarebbe l’unico mammifero a non averlo: anche le balene, i cavalli, i rinoceronti, i conigli, gli elefanti e i marsupiali ne sarebbero privi.



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