La teoria di Luxuria: "Sesso anale aiuta la prostata" perchè "se provi piacere non fa male"

17 gennaio 2017 ore 17:50, intelligo
"Da chirurgo e da professoressa, dovrebbe sapere che prenderlo dietro fa anche bene alla prostata", parola di Vladimir Luxuria che ai microfoni de La Zanzara su Radio24, risponde alla professoressa Silvana De Mari che nella stessa trasmissione aveva apertamente criticato la pratica erotica tipica dell’omosessualità maschile, specificando che “il sesso anale causa danni all’organismo". Insomma, dal dibattito sui diritti civili a quello ideologico il passo sarà pure breve, ma almeno la scienza lasciamola stare.

La teoria di Luxuria: 'Sesso anale aiuta la prostata' perchè 'se provi piacere non fa male'
Eppure Luxuria non accetta la versione della professoressa De Mari e risponde per le rime spiegando che "tutto ciò che provoca un piacere dovrebbe essere un piacere. Io non mai sentito nessuno che è morto perché l’ha preso dietro". La teoria del piacere made in Luxuria, onestamente, sembra avere poco di scientifico. O comunque non può competere con professionisti del settore. Anche perché altrimenti dovremmo mettere da parte camici bianchi e bisturi e dar voce solo a coloro i quali, tramite l'asticella del piacere, decidono cosa è bene e cosa no. 
Tradotto: si può e si deve parlare in maniera importante dei diritti civili, ma guai a ideologizzare la scienza. Luxuria è libera di dire ciò che vuole, ma la comunità scientifica anche di rispondere a sua volta. Insomma, la vicenda sembra ricordare da vicino (senza entrare nello specifico) quella del medico che su Facebook cancella i commenti che ritiene "non scientifici". Ne avrete sentito parlare: il dottor Roberto Burioni spiega che la "scienza non è democratica", e cancella i commenti sulla meningite. Così oggi verrebbe da chiedersi: chi accetterebbe e chi invece no le parole di Luxuria?
Detto ciò, una cosa sia chiara: nessuno intende contestare le pratiche di nessun altro, specialmente quelle sessuali che attengono alla vita privata di ciascun essere umano. Non si tratta, cioè, di entrare sotto le lenzuola di qualsivoglia persona. Semmai di comprendere, una volta per tutte, che la scienza non può e non deve andare a braccetto con alcuna ideologia e non deve essere strumento di alcuna propaganda. Anche perché giustificare tutto è l'altra faccia della medaglia della demonizzazione. Un sano buonsenso, ancora una volta, sarebbe probabilmente la chiave di lettura migliore.  
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