AIDS, 3500 nuovi casi ogni anno: in aumento anche la sottovalutazione

20 giugno 2017 ore 20:19, Micaela Del Monte
Aumenta la disinformazione legata alle misure di prevenzione dell'Hiv. Secondo i dati dell'Iss, negli ultimi 30 anni è passata dall'11,4% del primo decennio, al 13,6% rilevato negli ultimi anni. In 12 telefonate su cento, fatte da persone di tutte le età, emerge che l'idea è che il rischio di contrarre l'Hiv sia legato a baci, zanzare e bagni pubblici. Il telefono verde, che in 30 anni ha svolto 800 mila interventi di counselling, ha risposto in maggioranza a uomini (75,4%), persone che dichiarano di aver avuto rapporti etero (56,8%) e da giovani tra i 25 e i 39 anni (57%). Costanti rimangono le richieste di consulenza in materia legale con riferimento a discriminazioni sul posto di lavoro, stigma, violazione della privacy. Un vademecum per far conoscere ai sieropositivi quali siano i loro diritti e come tutelarli è stato presentato oggi dall'Iss.

AIDS, 3500 nuovi casi ogni anno: in aumento anche la sottovalutazione
SOTTOVALUTAZIONE DEL RISCHIO - 
"C'è una sottovalutazione del rischio rispetto alle malattie sessualmente trasmesse nonostante i dati parlino di 3.500 nuovi casi di Hiv ogni anno, praticamente 10 nuove diagnosi al giorno", ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla conferenza stampa per i 30 anni del telefono verde di informazioni dell'Iss. In preparazione, ha detto ancora, una campagna social fatta da blogger per i più giovani sui pericoli e sulla prevenzioni. 

Il ministro ha espresso preoccupazione per la sottovalutazione del comportamento a rischio rispetto, per esempio, agli anni '80-'90: "bisogna tenere alto l'allarme, educare i giovani informandoli con campagne istituzionali e spingendoli a tutelare se stessi", ha affermato. Sottolineando che sono sempre meno i ragazzi che utilizzano il telefono verde Aids e Ist, e in particolare sono diminuite le donne, il presidente dell'Iss Walter Ricciardi ha richiamato l'attenzione sull'aumento non solo dell'Aids, ma anche di sifilide, gonorrea, condilomi, herpes genitale e altre malattie sessualmente trasmissibili. "Cresce la disinformazione - ha sottolineato - circa la metà delle persone che si rivolge al telefono verde dichiarando di aver avuto un comportamento a rischio, non esegue poi il test Hiv. E questo dimostra che non c'è una consapevolezza di ciò che può succedere. Conta probabilmente anche l'idea che l'infezione si può tenere sotto controllo con i farmaci, ma non bisogna dimenticare che l'Aids si cronicizza, è curabile ma non guaribile. Sono 125 mila le persone colpite in Italia e che convivono con la malattia".

E' vero che ci si ammala e si muore molto meno che in passato, però un 1 infettato su 5 non sa di esserlo e i rapporti non protetti sono la causa dell'86 per cento dei contagi, mentre i contagi per trasmissione endovenosa (da siringhe infette) sono sotto il 4 per cento. Le persone più esposte, nella bella stagione, sembrano essere “le donne single, soprattutto se non viaggiano in gruppo. Secondo uno studio del 2015, hanno una percezione del pericolo inferiore, in particolare in caso di sesso orale”. Da un punto di vista anagrafico, invece, “sono i giovani i principali protagonisti del sesso a rischio durante i mesi estivi, soprattutto nella fascia d'età compresa tra i 20 e i 30 anni”.

COME PREVENIRE L'HIV E LE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE - L’Aduc (Italian conference on Aids and antiviral research) torna a battere sulla necessità di attivare corsi di educazione sessuale in tutte le scuole, a partire dalle elementari. E intanto riprende e diffonde il vademecum diffuso da degli specialisti di Icar:

-in ferie portare con sé preservativi in lattice resistenti e acquistati, se possibile, in farmacia. Diffidare di prodotti sfusi e confezioni non intatte;

- massima attenzione negli incontri ravvicinati occasionali o a pagamento: il preservativo è indispensabile sia nei rapporti anali sia in quelli vaginali, ma è altamente consigliato anche nei rapporti orali, ad alto rischio per alcune infezioni a trasmissione sessuale, come la sifilide e la gonorrea;

- vaccinarsi per l’epatite A, importante soprattutto in seguito al forte aumento delle nuove infezioni riscontrato durante gli ultimi mesi, e procedere con il vaccino per epatite B (se non già fatto in precedenza);

- non eccedere con il consumo di alcool, che comporta un inevitabile calo delle inibizioni e dell'autocontrollo che potrebbe aumentare comportamenti a maggiore rischio;

- non sottovalutare eventuali dolori e secrezioni genitali, tenere sotto controllo il colore delle urine, eventuali cambiamenti a livello cutaneo. Per qualsiasi dubbio, se ci sono questi segnali, rivolgersi al medico di base, a un infettivologo o un dermatologo oppure, se si è in ferie , alla guardia medica o a una struttura sanitaria del luogo di vacanza.

IL NUMERO VERDE - Il Servizio Telefono verde Aids e Ist dell’Istituto superiore di sanità, gratuito e anonimo (per il cittadino), consente di dare risposte (sia in italiano sia in inglese) ai bisogni informativi della persona-utente, di inviarla laddove necessario ai servizi di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza presenti sul territorio, disponendo di un archivio informatizzato di oltre 2mila strutture (tra centri di diagnosi e cura delle malattie infettive, consultori, centri per le infezioni a trasmissione sessuale, associazioni di volontariato e Ong), questo grazie ad una presenza, dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 18, degli esperti del Telefono verde Aids e Ist 800 861061.
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