Stupro di gruppo in spiaggia, 15enne li riconosce su Facebook sorridenti

20 luglio 2017 ore 13:23, Luca Lippi
Lo stupro in spiaggia a Marechiaro, da quella domenica del 28 maggio ultimo scorso arriva sulla scrivania del magistrato  Francesco Cerullo (pubblico ministero della procura dei Minori ) solo in queste ore. Allo ‘scoglione’ di Marechiaro (Napoli) una quindicenne è stata stuprata da un diciassettenne e due sedicenni, ragazzi di Capodichino e Forcella che, come riferisce il Corriere del Mezzigiorno, adesso sono accusati di violenza sessuale di gruppo. La giovane è riuscita a risalire a loro grazie a Facebook.

IL FATTO

Secondo quanto raccontato dalla vittima a un’amica, i fatti si sarebbero svolti come segue: "Ero con gli altri, allo Scoglione di Marechiaro, poi uno di loro mi ha detto se avevo voglia di seguirlo per andare a comprare qualcosa da bere e per ripararci un po’ dal sole io mi sono fidata perché c’era gente, c’erano altre persone attorno. Cosa poteva mai accadermi?". E, infatti, tutto intorno a loro era pieno di persone. Eppure nemmeno questo ha fatto desistere il branco dal metterle le mani addosso. "In due mi hanno spogliata, tolta il costume, e toccata, loro erano nudi e mi hanno circondata mi toccavano, mi toccavano. Sono riuscita a scappare e loro sono andati via". Nella fuga, però, si era imbattuta in un altro ragazzo che faceva parte dello stesso gruppo di quelli che le avevano appena messo le mani addosso. "Mi ha chiesto cosa mi fosse successo e poi invece mi ha trascinata in un angolo e mi ha girata di spalle".
Stupro di gruppo in spiaggia, 15enne li riconosce su Facebook sorridenti
LA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI
Il pubblico ministero della procura dei Minori, Francesco Cerullo, ha ricostruito con la vittima l'incubo di quella dannata domenica del 28 maggio. D'altra parte si trattava solo di rimettere insieme i pezzi perché le prime indagini erano state fatte dalla stessa ragazzina partendo dai profili Facebook di alcuni suoi amici. E così era risalita al branco che l'aveva stuprata. 

PERCHÉ SOLO ORA LA DENUNCIA?
La vicenda, è emersa soltanto nelle ultime ore dopo che la vittima stessa ha scoperto da Facebook chi fossero i suoi aguzzini. Li ha riconosciuti e poi mostrati alla madre. A quest'ultima si è decisa di parlare dopo giorni, sostenuta dall’amica cui aveva rivelato i particolari di cui sopra.
Ai carabinieri i suoi familiari hanno portato nomi e cognomi, ed il racconto di quanto accaduto. Il pm ha disposto che la giovane debba riconoscerli dal vivo. Le indagini confronteranno anche il dna dei presunti orchi con residui di liquidi ritrovati sulla ragazza. 
 sempre secondo quanto riferito da il Corriere del Mezzogiorno, "uno dei ragazzi, un sedicenne di Forcella che nella vita fa il barista, indicato dalla vittima come l’unico con il quale è stata costretta ad un rapporto sessuale completo, è stato sottoposto al tampone salivare per il Dna sarà confrontato con residui di liquidi ritrovati sul e nel corpo della quindicenne". 
Qualche perplessità emerge dal fatto che la vittima sia stata medicata al pronto soccorso senza che i genitori ne sapessero nulla. Perché la mamma lo avrebbe saputo solo pochi giorni fa nonostante lo stupro risalga al 28 maggio? 

LO SDEGNO DI FRANCESCO DE GIOVANNI
Il presidente della Municipalità I ha dichiarato: "Quanto accaduto a Marechiaro è di una gravità inaudita. Sui reati commessi da minori occorre abbassare l'età imputabile, perché l'aumento di reati commessi da minorenni affonda le radici proprio nella consapevolezza dell'impunità”. De Giovanni insieme all’assessore agli Affari generali Fabio Chiosi specificano: “Non servono facili e strumentali sociologismi da strapazzo. Occorre repressione, e bisogna avere il coraggio di utilizzare questa espressione, ma soprattutto di concretizzarla con atti seri a tutela delle persone perbene ed a tutela degli stessi minori. Abbiamo presentato denunce per le illegalità che di giorno si verificano sugli scogli di Marechiaro con il viavai degli abusivi del mare ma è evidente che occorre anche un controllo stringente serale".

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