La "maledizione" delle unioni gay e il ritorno alla famiglia di Renzi

23 marzo 2017 ore 16:41, Americo Mascarucci
Sembra che Matteo Renzi abbia deciso di tornare alle antiche origini, al Matteo del Family Day in versione 2007, quello che combatteva per le famiglie contro le unioni civili, le nozze gay e le adozioni per le coppie omosessuali. Infatti l'ex Premier ha annunciato che la prossima legislatura "sarà decisiva per sciogliere i nodi della famiglia". 
Renzi ha spiegato: "Molti osservatori lamentano una crisi democratica dell'Italia, io credo invece che sia più grave la crisi demografica. Non facciamo più figli e il problema non si risolve solo con misure puntuali, giuste e necessarie, ma con una rivoluzione nel modo di guardare al futuro e di concepire il dono della maternità nel rapporto con il mondo del lavoro e la conciliazione dei tempi. E' un cambio di paradigma culturale quello che ci manca, oltre alle necessarie modifiche fiscali che le famiglie numerose ci chiedono giustamente da tempo".
La 'maledizione' delle unioni gay e il ritorno alla famiglia di Renzi

Un Renzi che sembra lontano dal Presidente del Consiglio grande sponsor delle nozze gay e del Disegno di Legge Cirinnà contenente quella stepchild adoption (ossia la possibilità per una coppia gay di poter adottare il figlio biologico del partner) stralciata in ultima battuta per non spaccare la maggioranza di governo. 
Tuttavia l'ex premier e candidato alla segreteria del Pd non sembra intravedere possibilità concrete in questa legislatura. "Penso - aggiunge - che sarà la prossima quella destinata a sciogliere i nodi del reddito familiare e del quoziente. E se vinceremo il congresso del 30 aprile noi come Pd partiremo su questi temi dalle considerazioni portate avanti da Nannicini e Lepri".

NUOVA SFIDA
La famiglia dunque al centro dell'azione poltica del "nuovo-Renzi"?
Un messaggio quello dell'ex primo ministro che sembra rivolto in primo luogo ai cattolici del Pd in vista di un sostegno congressuale che potrebbe rivelarsi determinante visto che il Guardasigilli Andrea Orlando risulterebbe in rapida e preoccupante ascesa.  E poiché Orlando sta puntando agli elettori di sinistra, Renzi sembrerebbe puntare sempre di più su quelli cattolici che potrebbero chiudere un occhio rispetto alle sue recenti derive laiciste. 
O forse c'è anche anche la consapevolezza di aver perso la partita decisiva, quella del referendum costituzionale, anche per una certa impopolarità guadagnata nel Paese proprio a causa della battaglia in favore dei diritti civili? 

LA 'MALEDIZIONE'
Forse Renzi teme di perdere la sfida congressuale e poi le prossime elezioni politiche subendo la stessa "maledizione" che ha colpito i politici che hanno sostenuto i matrimoni omosessuali quando erano al Governo?
L'ex Presidente del Consiglio insomma potrebbe temere di dover fare la stessa fine dell'ex premier socialdemocratico della Croazia Zoran Milanovic (sconfitto un anno fa alle elezioni politiche del 2015 dopo essere entrato in rotta di collisione con i cattolici proprio per il sostegno ai matrimoni gay) e del presidente francese Francois Hollande, anche lui paladino delle nozze fra persone dello stesso sesso, che ha deciso di non ricandidarsi per un secondo mandato all'Eliseo di fronte ai disastrosi sondaggi che prefigurano una catastrofe elettorale dei socialisti. 
Meglio quindi tornare alle origini "democristiane" ?

#renzi #famiglia #legislatura
caricamento in corso...
caricamento in corso...