Trump "cancella i diritti dei transgender"? Un'altra bufala

24 febbraio 2017 ore 7:53, Adriano Scianca
Donald Trump cancella i diritti dei transgender? Così molti media hanno presentato la disputa sull'utilizzo dei bagni secondo il sesso “percepito”. Facciamo un passo indietro: Barack Obama aveva emanato delle linee guida che chiedevano agli Stati di rispettare l'identità sessuale, non solo il sesso anagrafico, nell'uso dei bagni pubblici e soprattutto delle scuole. Insomma, nel bagno delle donne devono poter andare anche coloro che si sentono donne anche se non lo sono. 

Trump 'cancella i diritti dei transgender'? Un'altra bufala

LO STOP DEI GIUDICI
Benché non avesse la forza di legge, la direttiva minacciava di bloccare i fondi federali alle scuole che non l'avessero rispettata. Ne è nata una disputa giuridica precedente all'attuale amministrazione, con alcuni Stati che hanno impugnato le linee guida obamiane, le quali alla fine sono state sospese da un giudice (esattamente come successo col decreto di Trump sull'immigrazione, anche se in quel caso la cosa ha avuto decisamente meno eco). Ora il ministro della giustizia trumpista, Sessions, ha deciso di non difendere più in sede giuridica la direttiva obamiana. Successivamente, Trump l'ha revocata restituendo agli Stati l'autonomia in materia. La decisione è stata trasmessa agli istituti in una lettera di due pagine dei dipartimenti di Giustizia e Istruzione in cui si parla di “confusione legale e giuridica” causata dall’emanazione delle linee guida obamiane causa del proliferare di numerose cause giudiziarie. Nella lettera si legge che "si deve tenere conto del ruolo degli Stati e dei distretti scolastici nella definizione della politica educativa". Ora, quindi, le entità locali avranno la possibilità di proclamare la propria legge in merito e determinare se gli studenti transgender possano o meno utilizzare il bagno preferito in base al genere con cui si identificano. Quindi, in sostanza, è stata abrogata una direttiva non vincolante e ferma in tribunale per rimandare la questione alle autorità locali. Non è esattamente il provvedimento “punitivo” di cui si legge. 

TENSIONI NEL GOVERNO
La mossa ha comunque portato a delle tensioni nell'esecutivo, contrapponendo l'ultra conservatore segretario alla Giustizia Jeff Sessions al segretario dell'Istruzione Betsy DeVos, che ha lasciato filtrare il proprio forte disagio per la decisione. Il New York Times ha rivelato che il ministro dell'Istruzione, in precedenza criticata come incompetente e troppo conservatrice, in questa occasione ha rifiutato inizialmente di sottoscrivere l'iniziativa. La disputa è arrivata fino alla scrivania di Trump, che a quel punto si è schierato con Sessions dopo che quest'ultimo gli ha ricordato come avesse promesso durante la campagna elettorale - dopo non pochi tentennamenti - di correggere la politica di Obama sui transgender. DeVos, davanti all'ultimatum di acconsentire alla scelta oppure dimettersi, ha lasciato cadere la sua opposizione. Non si è però del tutto rassegnata: ha apertamente ordinato al suo Dipartimento e a tutte le scuole di vigilare e intervenire contro ogni caso di discriminazione e di bullismo, in particolare ai danni di coloro che ha definito come “più vulnerabili”.
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