Casa vacanze in Calabria rifiuta "gay e animali": bufera su post di Adinolfi

24 luglio 2017 ore 9:52, Americo Mascarucci
"Non si accettano gay e animali". Si sarebbero sentiti rispondere così due ragazzi conviventi che avevano chiesto una stanza presso una casa vacanze a Ricardi in provincia di Vibo Valentia. La risposta gli sarebbe arrivata via e-mail e com'era prevedibile non sono mancate le polemiche. I due infatti si sono rivolti all'Arcigay di Napoli per denunciare quanto accaduto. E ovviamente l'indignazione è stata tanta. Sebbene c'è chi faccia notare che un privato ha comunque il diritto di decidere chi accogliere o meno a casa propria.
Casa vacanze in Calabria rifiuta 'gay e animali': bufera su post di Adinolfi

IL CASO
Come detto i due avevano inviato una richiesta di prenotazione a questa struttura senendosi rispondere per e-mail che non potevano essere accolti perché in quella casa non si affittano stanze ai gay o a persone con animali al seguito. 
"Quando ho letto questo messaggio mi è cascato un silos di acqua gelata addosso - ha detto Gennaro, uno dei due giovani, all'Arcigay - Nella mia mente si è materializzata l'immagine drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori ai negozi, con i quali si proibiva l'ingresso ai cani e agli ebrei. Ma da allora sono passati settanta anni e questa storia non può essere ignorata. Possibile - aggiunge - che, in un momento storico nel quale ci si interroga politicamente sulla necessità di eguagliare le unioni incentrate sull'amore di qualsiasi genere, ci sia ancora chi, con tanta leggerezza, discrimini sulla base dell'orientamento sessuale? I soldi per l'affitto che io e il mio compagno gli avremmo dato non sarebbero stati uguali a quelli che avrebbe ricevuto da una qualsiasi coppia etero? Ti garantisco che non ci sono rimasto male per noi due: nel mio cuore ho pensato alle ricadute pesantissime che un messaggio del genere avrebbe potuto avere su un ragazzo più giovane, che fatica a riconoscersi, ad accettarsi, o che, semplicemente, è più sensibile riguardo al proprio orientamento. Nessuno deve sentirsi inaccettato".

LE REAZIONI
lL Comitato Provinciale Arcigay di Napoli si dice "indignato e disgustato da simile condotta, esprime profonda solidarietà a Gennaro e al suo compagno e chiede l'esclusione della casa vacanza dal sito www.booking.com e da tutti i siti di prenotazione turistica che non vogliano, nel 2017, rinnovare logiche commerciali razziste e antidemocratiche. Ci auguriamo inoltre un intervento deciso da parte del Comune, della regione Calabria e delle autorità predisposte alla vigilanza e al contrasto alle discriminazioni".

IL POST DI ADINOLFI
A gettare benzina sul fuoco delle polemiche ci ha pensato il presidente del popolo della Famiglia, il giornalista Mario Adinolfi, il quale con un post su Facebook ha scritto: "Fatemi capire bene: sono obbligato ad affittare il mio appartamento ai gay, non posso più scegliere?". 
E naturalmente come era prevedibile ecco che sotto non sono mancati insulti pesanti nei confronti del direttore de La Croce che, tanto per cambiare, è stato attaccato sul suo peso. Eh sì, perché nell'insultare Adinolfi in nome del diritto a non discriminare le persone gay (cosa che tuttavia Adinolfi non fa limitandosi a ribadire che un privato avrebbe il diritto di affittare o meno un appartamento a chi vuole) puntualmente gli alfieri della tolleranza finiscono con il discrimanare lui, offendendolo per il suo essere sovrappeso. Ovviamente con questo nessuna intende difendere il titolare della struttura o affermare che abbia fatto bene ad inviare quella e-mail. Non sarebbe stato molto più semplice rispondere che era tutto prenotato?

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