Ministre svedesi, effetto Weinstein: palpeggiate ai vertici UE. Le denunce

24 ottobre 2017 ore 11:40, Micaela Del Monte
Alla denuncia della Ministra Margot Wallström si aggiunge anche quella di Asa Regnér. Dopo lo scandalo Weinstein, le denunce di Asia Argento e la presa di coscienza nel mondo dello spettacolo del problema degli abusi sessuali e delle molestie, da tutto il mondo moltissime donne hanno preso coraggio nel denunciare le violenze subite sui luoghi di lavoro, accendendo a volte i riflettori su ambienti e situazioni che non ci si aspettava.

Ministre svedesi, effetto Weinstein: palpeggiate ai vertici UE. Le denunce
E' stato infatti il caso delle due ministre svedesi Margot Wallström (ministra degli Esteri) che Asa Regnér (ministra delle Pari opportunità) che hanno affermato di essere state palpeggiate da alcuni colleghi stranieri durante i summit Ue. La prima a confessare gli abusi era stata la Wallström, che aveva aderito alla campagna #metoo; poi è arrivata la rivelazione della collega. Entrambe hanno riferito di essere state molestate più volte da autorevoli colleghi in occasione dei vertici Ue, quindi in momenti ufficiali e importanti. Subito è scattata ovviamente la  caccia ai palpeggiatori, visto che la Regnér e la Wallström non hanno fatto nomi né indicato la loro nazionalità. Queste le parole della Ministra Margot Wallström: "Improvvisamente mi sono accorta che quella persona stava palpeggiando le mie cosce e le mie gambe, era violenza sessuale al massimo livello politico".

La ministra delle Pari opportunità svedese ha rivelato in occasione di una recente intervista al tabloid Expressen: "Allora ero giovane, partecipai a un vertice europeo. Dopo la riunione, un collega d’alto rango di un altro Paese mi invitò ad uscire, ad andare insieme in un locale a bere un drink. Mi aveva detto che le mie idee e posizioni lo interessavano, e che intendeva ascoltarmi per apprendere di più. Allora ero giovane, ambiziosa e forse ingenua. Accettai l’invito ma poi la situazione prese ben altra piega rispetto a quello che potevo immaginarmi. Oggi passati i 50 anni, e sull’onda dei molti scandali di questo genere a Hollywood e della denuncia della collega ministra degli Esteri Wallström, mi sono decisa a parlare". 

La Regnér, durante l’intervista, ha rivelato che finì per trovarsi in un posto buio con quell’uomo che, all’improvviso, iniziò a palpeggiarla. Si ritrovò le sue mani su tutte le parti del corpo. Un’esperienza traumatica per la giovane Asa: "Ero inorridita, mi sentii paralizzata dal disgusto e dall’ira; di colpo mi fu chiaro che quel collega cercava ben altro che uno scambio di idee. Oggi mi chiedo quante altre donne, in politica, abbiano dovuto subire simili attacchi…". 

La ministra delle Pari opportunità ha voluto parlare perché, prima di lei, l’aveva fatto l’autorevole collega Wallström. Questa, la scorsa settimana, aveva scritto su Facebook di aver subito molestie ‘da un collega europeo del massimo livello’. Il politico avrebbe iniziato a toccare le gambe e le cosce della ministra degli Esteri durante una cena di lavoro. Neanche lei ha voluto fornire il nome dell’autorevole molestatore.

Dal canto suo il Parlamento Europeo non ha tardato nel prendere una posizione al riguardo: nella giornata di domani infatti, si riunirà per votare una risoluzione sugli abusi sessuali nelle istituzioni comunitarie. Anche le Commissione Europea si muoverà presto al riguardo, come dichiarato da Ska Keller, capogruppo dei Verdi: "Ci sono relazioni di molestie anche all’interno del Parlamento Ue ma non basta parlarne, dobbiamo mettere per iscritto cosa vogliamo fare come Ue".
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