Orrore a Bari, 12enne pluri violentata da minorenni e ricattata con video

04 luglio 2017 ore 10:02, Americo Mascarucci
Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha disposto il collocamento in comunità di due 17enni, entrambi studenti di scuola superiore. L'accusa per loro è raccapricciante: avrebbero ripetutamente violentato una ragazzina di 12 anni, minacciandola di pubblicare un video sul web se avesse rivelato la cosa a qualcuno. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Bari, hanno preso le mosse dalla denuncia dei genitori della ragazza con i quali ad un certo punto, stanca di subire, si sarebbe sfogata. In realtà i giovani coinvolti sono molti di più, anche se gli altri avendo ammesso le proprie responsabilità hanno evitato il collocamento. 
Orrore a Bari, 12enne pluri violentata da minorenni e ricattata con video

I FATTI - Le violenze si sarebbero reiterate più volte tra settembre e novembre dello scorso anno, in un quartiere periferico di Bari. La madre della ragazzina insospettita dai ripetuti ritardi serali della figlia e vedendola rientrare sempre sconvolta alla fine è riuscita a farla parlare e una volta appreso delle violenze si è rivolta ai Carabinieri. I militari hanno così avviato le indagini  perquisendo l'abitazione di due adolescenti, uno di 15 anni, l'altro di 14, indicati dalla ragazzina come detentori del video del ricatto. Questi da parte loro avrebbero riferito di aver eliminato il video ma avrebbero ammesso le proprie responsabilità indicando anche i complici. Le indagini dei Carabinieri avrebbero appurato almeno cinque stupri ai suoi danni, iniziati con i due minorenni di 14 e 15 anni e poi proseguiti con i due 17enni collocati in comunità. Pare che alle violenze in un caso avrebbero assistito anche i compagni di classe della ragazzina che avrebbero pure tentato inutilmente di sottrarla ai suoi aguzzini. 
I due 17enne sino stati collocati in comunità perché ritenuti dagli inquirenti pericolosi e capaci di reiterare il reato. Gli altri invece sono stati lasciati liberi dopo aver confessato le violenze e aver collaborato, sotto la spinta dei genitori, per ricostruire i fatti. 

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