Cacciato di casa 18enne gay, genitori obbligati ad assegno per sentenza

06 ottobre 2017 ore 16:41, Americo Mascarucci
Francesco, il ragazzo gay che secondo la denuncia dell'Arcigay sarebbe stato cacciato di casa dalla madre appena diventato maggiorenne proprio a causa del suo orientamento sessuale, riceverà l'assegno di mantenimento da parte di entrambi i genitori. Così ha deciso il giudice del Tribunale di Napoli. La storia di Francesco era stata riportata agli onori della cronaca grazie a Cristiano Malgioglio che ne ha parlato all'interno della Casa del Grande Fratello Vip. Francesco inoltre ha ottenuto il diritto di poter tornare a vivere nella casa familiare.
Cacciato di casa 18enne gay, genitori obbligati ad assegno per sentenza

IL CASO
Francesco secondo quanto riporta l'Arcigay era stato cacciato di casa dopo aver rivelato ai genitori di essere omosessuale e di essere innamorato di un ragazzo. I genitori sono separati e il ragazzo viveva in casa con la madre e la sorella. La madre appena raggiunta la maggiore età, lo avrebbe però messo alla porta e allo stesso modo pare si siano comportati anche i genitori del fidanzato. A Francesco inoltre la madre avrebbe anche proibito di avvicinarsi alla sorella minore. Nessun aiuto dal padre, anche lui infastidito dalle inclinazioni sessuali del figlio. 
I due senza un soldo in tasca si sono ritrovati così anche senza un tetto al punto che per alcune notti si sarebbero adagiati a dormire sotto i ponti. Poi hanno trovato aiuto e ospitalità da parte dei militanti dell'Arcigay di Napoli venuti a conoscenza delle loro storie. Francesco però assistito da un legale si è rivolto al giudice chiedendo il diritto all'assegno di mantenimento e in aggiunta di poter incontrare la sorella. 

LA SENTENZA
Il giudice ha stabilito che il ragazzo, anche se maggiorenne, non ha raggiunto l’indipendenza economica e dovrà ricevere ogni mese un assegno di mantenimento dai genitori. Lo stesso giudice, però, non si pronunciato sull'altra richiesta, ossia sulla possibilità di poter incontrare la sorella e avere con lei un legame affettivo stabile reso impossibile dalla madre che considera diseducativo l'orientamente sessuale di Francesco. 

IL LEGALE
Francesco è stato difeso in giudizio dall'avvocato Salvatore Simioli, dello sportello legale di Arcigay Napoli. "Francesco - denuncia il legale - appena divenuto maggiorenne, è stato messo fuori la porta dalla madre nonostante il tribunale avesse assegnato la casa alla stessa madre in quanto affidataria dei figli". 
Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli che ha messo a disposizione del ragazzo lo studio legale dell'Associazione commenta soddisfatto: "La solerzia con la quale ha agito il nostro Sportello Legale guidato dall’avvocato Simioli e la solidarietà della nostra rete nazionale lgbt (che ha consentito di poter dare accoglienza ai due ragazzi, prima a Napoli e ora a Roma) e la vicinanza delle Istituzioni (a partire dal sindaco di Casoria, Pasquale Fuccio) stanno restituendo lentamente dignità alle vite di due giovani ragazzi vittime di una storia triste e profondamente ingiusta".

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