Stupri di Rimini, per il Gip "così Butungu scatenò il gruppo"

06 settembre 2017 ore 10:29, Americo Mascarucci
Stupri di Rimini, sono stati convalidati gli arresti per i quattro componenti del branco, tre dei quali sono minorenni. Lo hanno deciso sia il Gip del tribunale per i minorenni di Bologna (che ha disposto la misura cautelare più restrittiva per i due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e per il nigeriano di 16),  che il gip di Rimini nei confronti di Guerlin Butungu, (il 20enne congolese considerato il capobranco). I  quattro sono accusati di aver stuprato una turista polacca, di aver pestato a sangue il compagno e di aver violentato, poi, una prostituta transessuale sulla spiaggia di Miramare di Rimini, nella notte tra il 25 e il 26 agosto.
Stupri di Rimini, per il Gip 'così Butungu scatenò il gruppo'

LA DIFESA 
Guerlin Butungu si è difeso dicendo di non aver partecipato agli stupri perché essendo ubriaco si sarebbe addormentato: peccato che ad accusarlo ci sarebbero in primo luogo i due fratelli marocchini che a loro volta hanno negato di aver partecipato allo stupro della turista polacca e di aver soltanto malmenato il compagno mentre gli altri due agivano. I tre minorenni si trovano al carcere minorile bolognese di via del Pratello, l'altro dietro le sbarre a Rimini. 
Per il Gip di Rimini, Vinicio Cantarini, il 20enne congolese ''partecipò alla violenza sessuale di gruppo e agli altri atti predatori, ma fu proprio lui a scatenare il branco, a dirigere la brutale aggressione, ad 'impadronirsi' per primo del corpo delle giovani donne per dar sfogo ai propri bestiali istinti sessuali''. 

DEPOSIZIONI CHOC
Particolari agghiaccianti emergono dai racconti delle vittime riportati da Il Fatto Quotidiano. Il compagno della turista polacca racconta agli inquirenti: "Tre o quattro a turno si intercambiavano tra loro nell’abusare di lei e nell’immobilizzare me". 
"Mentre era immobilizzato a terra tenuto da due persone con il viso sulla sabbia - riporta il Fatto - il giovane veniva perquisito alla ricerca di telefono e portafogli, e colpito ripetutamente con calci in tutte le parti del corpo e pure al capo con una bottiglia di vetro In quei momenti, sentiva la compagna chiedere aiuto dicendo che la stavano uccidendo e si rendeva conto che veniva abusata sessualmente. Mentre veniva picchiato e trattenuto con la forza scrive ancora il giudice, manifestava segni di sofferenza respiratoria e vomitava. A quel punto, l’uomo chiede per favore di avere dell’acqua, perché soffre di asma. Ma la risposta del branco è che al massimo avrebbero potuto offrirgli l’acqua di mare."

LA TRANS PERUVIANA
Anche il racconto della trans è da brivido:  "Sono stata avvicinata da quattro ragazzi – ha messo a verbale – sicuramente non italiani, due dei quali neri e due bianchi. Uno dei due ragazzi bianchi mi strappava la borsetta, mentre uno dei ragazzi neri mi ha preso per i capelli trascinandomi con forza oltre via Flaminia, dove vi erano dei cespugli rigogliosi. Uno dei giovani mi colpiva alla testa con una bottigliata mentre un secondo mi sferrava un violento pugno allo zigomo sinistro. Uno del branco mi minacciava puntandomi il collo della bottiglia alla gola” mentre un altro, a quel punto, riusciva a trascinarla oltre il cespuglio". La transessuale descrive poi dettagliatamente agli investigatori la violenza sessuale subita dai quattro che a turno si sono alternati nello stupro e nel tenerla immobilizzata

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