Pompei, reperti erotici e gratuiti per le donne: torna la Venere in bikini

07 marzo 2017 ore 12:09, intelligo
La statua della Venere in bikini, oggi conservata al Museo archeologico di Napoli (MANN), ritorna per un giorno a Pompei in occasione della Festa della Donna. E chi meglio di Venere, dea della bellezza, massima espressione della sensualità femminile, potrebbe fare da testimonial a questa giornata? E' a Pompei infatti che fu originariamente collocata e ritrovata, nella domus omonima che ha preso il nome proprio dalla statua.
Pompei, reperti erotici e gratuiti per le donne: torna la Venere in bikini


L'INIZIATIVA
Un'iniziativa fortemente voluta dalla Soprintendenza Pompei in accordo con il MANN, che oltre a ribadire il forte legame che lega oggi le due Istituzioni, ne rammenta anche il diretto e storico collegamento dall'epoca borbonica. 
La casa della Venere in Bikini sarà eccezionalmente aperta per la giornata dell'8 marzo. 
L'ingresso, gratuito per le donne nella giornata dell'8 marzo, sarà consentito a gruppi di 20 persone alla volta e sarà regolamentato all'ingresso. Poi prenderanno il via i lavori per la messa in sicurezza delle Regiones I e II che, previsti dal Grande Progetto Pompei, comprenderanno anche la domus e ne consentiranno l'apertura futura al pubblico.  Non è necessaria prenotazione. 

LA STORIA
La statua raffigurante Venere che si scioglie il sandalo, caratterizzata dal disegno del tessuto a ricamo dorato in corrispondenza del seno e del pube (il bikini) venne ritrovata in un armadio di uno degli ambienti della casa (il tablino), dove era stata riposta duranti i lavori di risistemazione della domus a seguito del terremoto del 62 d.C., assieme ad altre suppellettili domestiche e oggetti preziosi tra cui bracciali in oro e monete. 
Quasi certamente la statua era utilizzata come ornamento, posta su un piedistallo collocato dietro l'impluvio (vasca ornamentale al centro dell'atrio). Le allusioni erotiche intraviste nel gesto della Venere ne hanno poi determinato la futura collocazione nel Gabinetto segreto del Museo archeologico, custode di reperti a tema erotico, dove fu trasferita a seguito del ritrovamento. Tale iconografia della divinità, che ricorre altre due volte a Pompei, sembra aver origine in ambiente greco -orientale nel tardo III sec a.C. e la sua fortuna è documentata da un numero consistente di statuette ritrovate in molti centri dell'Oriente ellenistico e dell'Egitto. 

SIGNIFICATO DELL'INIZIATIVA
L'iniziativa di riportare la Venere a Pompei si configura come un vero e proprio elogio alla figura femminile che, all'interno di questa domus si esprime anche nei diversi quadretti mitologici e non solo dei vari ambienti, che raffigurano donne e soprattutto dee: Diana e Atteone, Onfale e Ercole,Tisbe e Piramo, una ninfa che esce da uno specchio d'acqua in un giardino fiorito, ma anche tondi con volti femminili. 
autore / intelligo
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