Sesso ai tempi dei Millennials: a 17 anni, protetto ma confuso

08 febbraio 2017 ore 14:05, Americo Mascarucci
I giovani italiani fanno sesso in età più avanzata rispetto al passato, le ragazze  prestano molta attenzione a non restare incinta, ma sono molto confusi sulla contraccezione e sulle malattie sessualmente trasmissibili.  E’ la fotografia emersa dal nuovo rapporto del Censis che ha rivelato le abitudini sessuali dei giovani italiani fra i 12 e i 24 anni. E le sorprese ovviamente non mancano.
Sesso ai tempi dei Millennials: a 17 anni, protetto ma confuso

Il primo rapporto sessuale
Il primo rapporto sessuale completo secondo il rapporto arriverebbe intorno ai 17 anni. Il 93% della popolazione avrebbe affermato di stare molto attento ad evitare gravidanze indesiderate.
Il 70,7% dei govani userebbe il profilattico con la convinzione in questo modo di non provocare gravidanze non previste e non lo riterrebbe uno strumento di prevenzione per la trasmissione di malattie o infezioni: mentre al contrario il 17,6% considera la pillola anticoncezionale utile a prevenire le malattie non considerandola invece un anticoncezionale. 

Malattie sessualmente trasmissibili
Non è neanche percepita fino in fondo la gravità delle malattie sessualmente trasmissibili.
Il 94% dei giovani italiani ammette di averne sentito soltanto parlare e naturalmente l'Aids è la malattia ritenuta più pericolosa almeno per l'89,6% degli intervistati.
Mentre invece c'è una scarsa conoscenza di tutti gli altri tipi di malattie che potrebbero originarsi da rapporti sessuali non protetti: solo il 23% conosce la sifilide, il 18% la candida, il 15,6% il papillomavirus.
Sotto il il 15% quelli che conoscono la gonorrea, le epatiti e l’herpes genitale. 

Cosa dicono gli esperti
"L’insufficiente conoscenza di queste infezioni e di come prevenirle è tra i principali problemi", ha detto Andrea Lenzi, Professore ordinario di Endocrinologia dell’Università La Sapienza di Roma. 
"La maggior parte delle informazioni che i giovani hanno derivano infatti dagli amici, seguiti dai media e dai social network, lasciando spazio a molta spazzatura sul web. Parlando di Papillomavirus e di maschi, per esempio, spesso i ragazzi non sospettano minimamente di poter essere portatori di una infezione che può anche causare un tumore".
"Gli adolescenti e i giovani millennial che abbiamo interpellato si muovono in un mondo inondato di immagini e contenuti sessuali sempre più facilmente accessibili, in media a 17 anni iniziano ad avere rapporti sessuali e hanno colmato le tradizionali differenze tra ragazzi e ragazze. Eppure circa il 50% dichiara di avere dubbi in materia di sessualità", spiega Ketty Vaccaro, Responsabile dell’area Welfare e Salute del Censis. 
"Se in larga misura dichiarano di proteggersi anche dalle infezioni sessualmente trasmesse, non sempre sono consapevoli dei rischi che corrono. Le ragazze hanno una maggior conoscenza del Papillomavirus e della possibilità di prevenzione basata sulla vaccinazione, ma tutti sono ampiamente favorevoli alla sua estensione ai maschi".

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