C'è un oceano sulla luna di Saturno: vita possibile ma non troppo - VIDEO

14 aprile 2017 ore 8:55, Americo Mascarucci
Nuova sensazionale scoperta targata Nasa. Encelado, una delle lune di Saturno, potrebbe avere condizioni favorevoli alla vita grazie ad un oceano di acqua liquida nascosto sotto i suoi ghiacci. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science e presentata dalla Nasa in una conferenza stampa, si basa sui dati raccolti dalla sonda Cassini, delle agenzie spaziali di Usa (Nasa), Europa (Esa) e Italia (Asi). La ricerca è coordinata da Junter Waite, del Southwest Research Institute.
C'è un oceano sulla luna di Saturno: vita possibile ma non troppo - VIDEO

LA SONDA CASSINI  - La sonda Cassini è stata lanciata nel 1997 per studiare Saturno, le sue lune e i suoi anelli. Secondo lo studio, i dati di Cassini rivelano la possibilità della presenza di sorgenti geotermali nelle profondità dell'oceano extraterrestre, uno scenario che ricorda la Terra com'era circa 3,8 miliardi di anni fa, nell'epoca in cui sono comparse le prime forme di vita. 
E' un risultato positivo anche per l'Italia: "In quanto membri della missione Cassini siamo estremamente contenti di questo risultato", ha detto il coordinatore scientifico dell'Asi, Enrico Flamini. Dopo aver realizzato numerose scoperte, svelando appunto anche l'esistenza di un oceano con attività idrotermale sulla luna ghiacciata Encelado e mari di metano liquido su Titano, la missione Cassini si sta avviando alla sua fase conclusiva, che prevede una sequenza di spettacolari tuffi tra gli anelli del gigante gassoso che avranno termine a settembre 2017. Sotto la guida della planetologa Carolyn Porco, una delle massime esperte al mondo di Saturno e delle sue lune, hanno lavorato alle immagini inviate dalla sonda una serie di oceanografi, esperti di chimica organica e astrobiologi che, nel corso degli scorsi anni, hanno avuto la loro base operativa all'Università di Berkeley.
Adesso la sonda Cassini, con un altro strumento, ha individuato indizi della presenza, nell'oceano di sorgenti geotermali che potrebbero essere simili a quelle note sulla Terra.
Da ciò si deduce che nell’oceano di Encelado ci sono gli elementi che permettono l'esistenza di forme di vita simili a quelle che si ritrovano sui fondali oceanici del nostro pianeta: l'acqua allo stato liquido, il calore (cioè l'energia necessaria per le reazioni chimiche), gli elementi chimici che possono sostenere semplici forme di vita".
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I DUBBI - Tuttavia non è tutto oro quel che luccica. La presenza di quantità notevoli di idrogeno molecolare, fanno notare gli scenziati, potrebbe anche significare esattamente l'opposto di ciò che si spera: potrebbe essere un indizio della totale mancanza di vita. Sui fondali oceanici della Terra tale sostanza viene elaborata in metano dai batteri metanogeni: su Encelado risale l’oceano e sfugge nello spazio. Al momento attuale non è dunque da escludere neppure questa ipotesi.
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ENCELADO - E' un satellite naturale di Saturno, scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel. È il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza.
Fino al passaggio delle due sonde Voyager, all'inizio degli anni 1980, le caratteristiche di questo corpo celeste erano poco conosciute, a parte l'identificazione di ghiaccio d'acqua sulla superficie. Le sonde hanno mostrato che questo satellite ha un diametro di soli 500 km e riflette quasi il 100% della luce solare. La Voyager 1 ha permesso di scoprire che Encelado orbita nella regione più densa dell'anello E di Saturno mentre Voyager 2 ha rivelato che nonostante le sue piccole dimensioni il satellite presenta regioni che variano da superfici antiche con molti crateri da impatto a zone recenti datate circa 100 milioni di anni.
La sonda Cassini a metà degli anni 2000 ha acquisito ulteriori dati che hanno risposto a molte delle domande aperte dalle sonde Voyager e ne hanno poste di nuove. La Cassini ha effettuato diversi sorvoli ravvicinati nel 2005, rivelando dettagli della superficie e dell'ambiente. In particolare la sonda ha scoperto un pennacchio ricco d'acqua che si erge nella regione polare sud. Questa scoperta, assieme alla presenza di fuoriuscite di calore interno e di pochi crateri da impatto nel polo sud, indica che Encelado è attualmente geologicamente attivo. Le lune nei sistemi dei giganti gassosi sono spesso intrappolate in risonanze orbitali che comportano delle librazioni forzate o a eccentricità orbitali; la vicinanza con il pianeta madre può indurre inoltre il riscaldamento del satellite generato dalle forze mareali.
Encelado è uno dei tre corpi celesti del sistema solare esterno (assieme alla luna Io di Giove e la luna Tritone di Nettuno) dove sono state osservate delle eruzioni attive. Le analisi dei gas emessi suggeriscono che siano stati generati da acqua liquida situata sotto la superficie. Assieme alle analisi chimiche del pennacchio, queste scoperte hanno alimentato le ipotesi che Encelado sia un importante soggetto di studio nel campo dell'astrobiologia. Inoltre è stato suggerito che Encelado sia la fonte dei materiali dell'anello E.

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