Italiani i migliori cacciatori di bufale, "fact-checking" sempre più importante

15 maggio 2017 ore 17:05, Micaela Del Monte
Gli italiani sono trai i migliori Fake News Hunters, ovvero i più grandi "cacciatori di bufale" del web. A sottolinearlo sono stati i ricercatori della Oxford University, in collaborazione con quelli della Michigan State University, chahe nno intervistato in totale 14 mila utenti. Lo studio si è focalizzato su 7 Paesi: Italia, Francia, Germania, Polonia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti. Ai "navigatori" è stato chiesto principalmente come usano i media tradizionali online, quali preferiscono e cosa pensano dell'informazione che circola in Rete.

Italiani i migliori cacciatori di bufale, 'fact-checking' sempre più importante
Stando alle risposte date ai ricercatori, gli intervistati - italiani in particolare - sembrano ben consapevoli della possibilità di incorrere in notizie bufala, motivo per cui tendono sempre a verificare la veridicità delle cose che leggono online. Secondo lo studio, in Italia gli utenti che utilizzano Internet dedicano più tempo per il "fact-checking" (verifica dei fatti) rispetto a quelli degli altri Paesi. Inoltre, sono abituati a consultare una varietà di fonti e a comunicare con persone che hanno opinioni politiche diverse. 

Percentuali alla mano, rispetto agli utenti delle altre nazionalità, gli italiani controllano la veridicità delle notizie "spesso" o "molto spesso". In totale, il 61% ha detto ai ricercatori di averlo fatto, seguito dal 58% in Spagna e dal 35,3% in Germania. Nonostante la presenza frequente di fake news, più della metà degli italiani intervistati (il 55,8%) crede che i motori di ricerca siano affidabili e ammette di preferire comunque Internet a qualsiasi altro tipo di fonte informativa: "La sfiducia nei media tradizionali può anche essere collegata con l'ambiente politico italiano che non è stato molto stabile ed è stato caratterizzato dalla corruzione frequente", sostiene il ricercatore.

Internet rimane allora la principale fonte di informazione davanti a televisione, radio e giornali. C'è da dire però che il numero di siti italiani che pubblica notizie false è cresciuto in modo significativo dal 2015. Michelangelo Coltelli, fondatore di Butac.it, sito che smaschera le bufale, ha spiegato che "in Italia ci sono pagine web utilizzate per fini politici, per disinformazione, ma anche per far soldi attraverso "clickbait". "Purtroppo non credo ci sia una soluzione a questo a parte l'istruzione", sostiene Coltelli. "Bisognerebbe iniziare a scuola a insegnare ai bambini la differenza tra notizie false e notizie reali".
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