Facebook, utenti e intelligenza artificiale anti terrorismo. Gli algoritmi

16 giugno 2017 ore 18:14, Stefano Ursi
L'annuncio arriva direttamente dal profilo di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook: "Stiamo realizzando uno strumento di intelligenza artificiale che ci permetta di trovare in modo veloce contenuti ed account legati al terrorismo". Quella del terrorismo è la prima delle questioni che lo stesso patron del social di Palo Alto annuncia verranno trattate nel nuovo blog "Hard Questions", creato, spiega, ''per discutere apertamente i grandi problemi della società sollevati dai social media. Il nostro obiettivo – dice – è quello di creare più discussioni e ascoltare i vostri feedback su come possiamo avere impatto più positivo al mondo''.

Facebook, utenti e intelligenza artificiale anti terrorismo. Gli algoritmi
Non solo persone, dice Zuckerberg, ma anche tecnologia avanzatissima per combattere la presenza di account legati al terrorismo sulla piattaforma: ''Abbiamo squadre che riesaminano i rapporti sui terroristi e sui post che supportano il terrorismo, e li rimuovono il più velocemente possibile. In rari casi quando scopriamo una minaccia imminente mettiamo al corrente le autorità di legge. Questo sistema – spiega – si basa su persone che ci parlano del contenuto terroristico che vedono''. Ma visto che spesso solo occhi e interpretazione possono non bastare, Zucerkberg dice che ''stiamo costruendo intelligenze artificiali che ci permettono di trovare potenziali contenuti e account legati al terrorismo più velocemente possibile''.

L'utilizzo di base è quello della comprensione della lingua naturale per analizzare testi simili a quelli già rimossi. O delle immagini, in modo che quando qualcuno cerca di caricare una foto o un video a sfondo o contenuto terroristico, la piattaforma cerca di comprendere se l'immagine o il video corrispondano o meno ad altre già note. ''Quando identifichiamo pagine, gruppi, post o profili che supportano il terrorismo – dice Zuckerberg – utilizziamo algoritmi per trovare materiale correlato in tutta la nostra piattaforma''. E quello che il patron del social chiede agli utenti è collaborazione, perché è un'attività, quella che inizia, che, dice, durerà anni. Sul fronte della ricerca e rimozione dei contenuti legati alla propaganda terroristica, si legge sui media che approfondiscono la questione, ci sarebbero ben 150 persone specializzate impegnate, fra cui ingegneri, ex procuratori, agenti, studiosi e accademici.

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autore / Stefano Ursi
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