Facebook, filtri anti-bufale in Germania: Zuckerberg in soccorso della Merkel

17 gennaio 2017 ore 9:17, Adriano Scianca
Se ne è parlato tanto, ora arriva il primo banco di prova reale: la politica anti-bufale di Facebook fa il suo debutto in Germania. Secondo una indiscrezione del Financial Times, le elezioni tedesche saranno il primo vero esame fuori dagli Stati Uniti per i famosi filtri imposti da Zuckerberg contro le cosiddette “fake news”. Secondo un'analisi di BuzzFeed News, le storie scritte sia in inglese sia in tedesco che hanno ottenuto maggior popolarità sulle piattaforme sociali nell'anno appena trascorso sono degli articoli su Angela Merkel contenenti notizie false. 

Facebook, filtri anti-bufale in Germania: Zuckerberg in soccorso della Merkel

Il governo di Berlino, del resto, starebbe addirittura pensando di introdurre multe fino a 500mila euro alle aziende che, operando nel settore dei social media, dopo una segnalazione non provvedono a rimuovere una notizia falsa entro 24 ore. I nuovi strumenti anti-bufala di Facebook prevedono che gli utilizzatori del social abbiano la possibilità di segnalare sempre più facilmente le sospette notizie false. Queste segnalazioni verranno poi inoltrate a compagnie di fact checking di base in Germania che hanno siglato l'accordo "Poynter's International Fact Checking Code of Principles", tra cui Correctiv. Se l'articolo è ritenuto falso, sarà contrassegnato da un marchio e accompagnato da una spiegazione su come si è arrivati a tale conclusione. 

Le controversie, tuttavia, non mancano: se attribuire a un politico una frase mai detta o un disegno di legge in realtà inesistente è un comportamento certamente censurabile, il rischio è che, con la scusa delle bufale, si vogliano colpire anche le opinioni politicamente scorrette, o magari le forzature giornalistiche comunque giustificate da un ragionamento politico o da una determinata linea editoriale. Insomma, il pericolo è che questa spasmodica ricerca della verità possa intaccare la libertà. Del resto, siamo così sicuri che esista una verità data una volta per tutte? E, se esiste, deve essere Facebook a stabilirla?
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