Social network del futuro, Facebook: privacy è questione per vecchi

19 aprile 2017 ore 17:08, intelligo
di Eleonora Baldo

Sempre più connessi ma sempre meno informati, o almeno questo è quanto sembrerebbe emergere da una ricerca condotta da skuola.net in collaborazione con il social network Facebook e l’Osservatorio Nazionale sull’Adolescenza su un campione di 3000 giovani delle scuole medie nel contesto dell’iniziativa Social School, volta a sondare la conoscenza da parte dei ragazzi degli strumenti messi a disposizione dal social network più famoso del mondo a tutela della privacy dei propri iscritti. 


Secondo i risultati raccolti, quasi la metà degli intervistati (il 41%) avrebbe dichiarato di non aver mai preso visione degli Standard di tutela della Comunità adottati da Facebook nè, tantomeno, di aver mai visitato la sezione “Centro per la sicurezza” inserita dagli amministratori del social proprio per permettere ai propri utenti di gestire i propri dati personali in totale libertà e sicurezza. 

Social network del futuro, Facebook: privacy è questione per vecchi


Il generale disinteresse per le questioni connesse alla privacy sembra riguardare sia i dati sensibili inseriti nel profilo sia i contenuti dei post: per quanto riguarda il primo aspetto, infatti, il 37% degli intervistati dichiara di non aver mai verificato e di non essere nemmeno interessato a controllare chi possa visitare il proprio profilo social e quali dati possa vedere, tanto che ben il 16% degli studenti coinvolti ha dichiarato di utilizzare, più o meno consapevolmente, un profilo totalmente aperto, leggasi completamente accessibile nei contenuti da parte di tutti gli utenti Facebook. 

Alte anche le percentuali che riguardano l’accessibilità dei contenuti postati: il 59% del campione pubblica post completamente pubblici, i cui contenuti possono essere visionati, senza alcun problema, anche da semplici internauti non iscritti a Facebook, in quanto visibili anche nei principali motori di ricerca. 


Diversa invece la questione per quanto concerne l’utilizzo della funzione “Blocca Utente” che consente di oscurare, di impedire la visione del proprio profilo, da parte di utenti indesiderati, selezionati dal titolare del profilo. Ma se ben il 95% degli studenti intervistati dichiara di conoscere bene questa opzione, solo il 15% circa sembra essere a conoscenza della possibilità di segnalare agli amministratori Facebook contenuti pubblicati da altri utenti e giudicati sgradevoli o inadeguati, percentuale che precipita ulteriormente se si sonda quante volte i giovani consultati dal campione abbiano effettivamente provveduto a segnalare tali contenuti pur giudicandoli sconvenienti o contrari al buon gusto. 


Più la scienza e la tecnologia progrediscono, più il mondo sembra sfuggirci di mano, nonostante le modalità di accesso ad internet siano sempre più diffuse e a portata di tutti, in primis grazie ai cosiddetti “smartphone”, strumento di connessione prediletto da ben l'82% degli intervistati. 

Più la conoscenza è a portata di mano e più vengono perse di vista le informazioni basilari, come l’importanza di una adeguata tutela dei dati sensibili e dei pericoli connessi alla diffusione di determinati contenuti in rete. In un mondo in cui la parola “dialogo” sembra ormai obsoleta, sarà forse il caso di riportarla in “auge” se non altro per informare i nostri figli sui rischi connessi alla iperpubblicizzazione dei propri dati personali in rete?

autore / intelligo
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