Fusione WhatsApp, Facebook rischia multa Ue dell'1%. Quelle "informazioni inesatte"

21 dicembre 2016 ore 10:02, Andrea De Angelis
L'Ue contro Facebook per la fusione del social con WhatsApp. Nel mirino le informazioni "inesatte o fuorvianti", ora il colosso rischia una multa pari all'1% del suo fatturato. 
Prima di capire dunque a quanto potrebbe ammontare la sanzione (che al momento è tutt'altro che certa), cerchiamo di comprendere cosa c'è dietro questa vicenda. Parliamo della fusione con WhatsApp che, attenzione, non è certo in bilico dopo questa notizia. Come precisa Il Fatto Quotidiano, infatti, l’indagine in corso è comunque limitata alla valutazione della possibile violazione delle norme in vigore e non avrà invece un impatto sul via libera dato a suo tempo all’acquisizione di Whatsapp. E non ha a che fare, specifica inoltre la Commissione Ue, con questioni riguardanti la privacy, la protezione dei dati o quella dei consumatori.

Fusione WhatsApp, Facebook rischia multa Ue dell'1%. Quelle 'informazioni inesatte'
La Commissione europea ritiene in via preliminare che "Facebook, intenzionalmente o con negligenza, abbia fornito informazioni scorrette o fuorvianti alla Commissione, in violazione dei suoi obblighi derivanti dal regolamento dell’Unione sulle fusioni". "Le società sono obbligate a dare informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni e devono prendere questo obbligo in modo serio", ha avvertito la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. "La nostra revisione puntuale ed efficace delle fusioni dipende dall’accuratezza delle informazioni fornite dalle società coinvolte, ora Facebook ha l’opportunità di rispondere", ha concluso Vestager. La multa sarebbe stimata intorno ai 200 milioni di euro.
La risposta "pacata" del social più noto al mondo non si è fatta attendere. "Rispettiamo il processo avviato dalla Commissione e siamo fiduciosi che dall’analisi completa dei fatti verrà confermato che abbiamo agito in buona fede. Abbiamo costantemente fornito informazioni precise sulle nostre capacità tecniche e sui nostri piani, incluse le richieste circa l’acquisizione di WhatsApp, e briefing pro-attivi inviati in maniera volontaria prima della introduzione dell’aggiornamento della privacy policy di WhatsApp quest’anno". Così si legge in un post pubblicato da Facebook sul suo blog ufficiale. 
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