Il "Google delle bufale": Hoaxy, il sito (un po' italiano) anti fake news

21 febbraio 2017 ore 18:47, Adriano Scianca
“Bufala”, in inglese, di dice “hoax”. Ecco spiegato, quindi, il nome di Hoaxy, la piattaforma che monitora l’andamento delle notizie bufala sui social media. A idearla è stato, Filippo Menczer, cittadino americano di origine italiana, trasferitosi a San Diego nel 1991, dopo essersi laureato in fisica l’anno prima alla Sapienza e oggi professore di Informatica e Computer Science all’Università dell’Indiana, negli Stati Uniti.

Il 'Google delle bufale': Hoaxy, il sito (un po' italiano) anti fake news

 “Abbiamo registrato – dice – un’impennata delle fake-news nel periodo delle presidenziali americane, stiamo cercando di portare in Europa e in Italia il nostro strumento Hoaxy per tracciare le bufale online e vogliamo che diventi accessibile a tutti, open source. Stiamo facendo del nostro meglio, speriamo accada entro qualche mese”. Hoaxy è nato nel marzo 2016 dopo uno studio sulle fake news e sulla disinformazione online. “Le notizie false sono dominate da utenti molto attivi, prima che una attività di fact-checking si diffonda c’è un buco temporale di 10-20 ore di disinformazione”, ha rilevato Menczer nel suo lavoro pubblicato a marzo 2016. 

Poi Hoaxy è diventato consultabile per tutti lo scorso dicembre. Si tratta un motore di ricerca con due obiettivi: la segnalazione di notizie false — per ora solo basata sui contenuti americani — per parole chiave, esattamente come si fa su Google quando ci si sta interrogando su un determinato argomento, e il confronto con gli articoli di chi si prodiga a smontarle. Per consultare Hoaxy basta inserire una parola chiave e si ottengono gli articoli sul tema pubblicati da oltre cento siti di bufale americani, riconosciuti come tali da alcune piattaforme di “debunking”, quelle cioè che smontano le notizie.

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