Napoli, dopo lo stupro allo scoglione la minacciano per la denuncia

21 luglio 2017 ore 12:36, Micaela Del Monte
Era stata violentata da tre ragazzi allo scoglione di Marechiaro, Napoli, lo scorso 28 maggio. La 15enne poi aveva scovato su Facebook e denunciato i suoi aguzzini alle autorità. La sua decisione però ha portato alcuni suoi coetanei ad una terribile reazione che è sfociata sui social tra insulti e minacce. La giovane vittima della violenza sessuale a Marechiaro ieri mattina, giovedì, ha trovato la forza di ribellarsi all’ennesima provocazione.

Napoli, dopo lo stupro allo scoglione la minacciano per la denuncia
INSULTI E MINACCE
Quando ha saputo che i carabinieri avevano notificato ai tre minorenni accusati di aver abusato sessualmente di lei un avviso di garanzia, ha spulciato tra i profili dei loro amici, di altri in comune, in una cerchia virtuale ampissima. E lì la prima amara scoperta: qualcuno di loro ha commentato ironicamente quanto le era accaduto, ridendoci sopra e facendo battute di infima qualità. Altri avevano manifestato perplessità sul suo racconto mettendo in dubbio la versione fornita ai carabinieri e appellandola in ogni modo. A quel punto la ragazza ha dimostrato nuovamente una grande forza rispondendo a coloro che la prendevano in giro: "Siete ridicoli, ma nel vero senso della parola", ha scritto l'adolescente su Fb, invitando gli internauti a non ridere sulle disgrazie altrui perché "così facendo la ruota gira".

La ragazza è stata bombardata di messaggi, tutti in presunto dialetto napoletano, zeppi di volgarità. Parole scritte come pronunciate, quasi incomprensibili. Lei li ha cancellati di volta in volta, ma subito ricomparivano. Ed è stato così per tutta la giornata fino a quando, ad uno ad uno non ha bloccato tutti quei contatti di persone che non solo difendevano i ragazzi, ma che la offendevano e la minacciavano di morte. "Ma come, prima fai e poi ti tiri indietro?", le scrive una donna, amica degli indagati. E rincara la dose: "Io se devo fare sesso non vado a chiamare ’e guardie". Lei prova a rispondere dicendole: "Ma se non sai le cose perché parli? Pensa prima di parlare". "Ti picchio, ti ammazzo", le dice l’altra. Le rispondono anche alcuni ragazzi, uno con un cognome "pesante" e legato a un clan della camorra del centro storico, anche loro amici del branco. Riempiono la bacheca di offese, facendo anche riferimento a posizioni sessuali che uno degli indagati avrebbe usato per violentarla.
Napoli, dopo lo stupro allo scoglione la minacciano per la denuncia

Napoli, dopo lo stupro allo scoglione la minacciano per la denuncia
Tra i commenti orrendi appare un briciolo di umanità, chi esprime solidarietà postando cuori e baci. Il processo al momento i social l’hanno fatto alla vittima. Che alla fine ha cancellato il suo profilo Fb.

IL FATTO
A Napoli tre minorenni sono indagati per violenza sessuale di gruppo. Le violenze sarebbero state commesse lo scorso 26 giugno 2017 allo scoglione di Marechiaro. La giovane si era fidata di uno dei ragazzi, che le aveva chiesto di accompagnarlo ad acquistare una bibita. A un certo punto sarebbero spuntati gli altri due, che l'avrebbero circondata. Poi lo stupro. Un momento terribile che la ragazzina non potrà mai dimenticare. All'inizio la minorenne aveva pensato di non rivelare a nessuno quello che aveva subito; poi si è fatta coraggio e ne ha parlato a un'amica e ai carabinieri. I militari hanno raccolto la denuncia della ragazzina e, dopo alcune indagini, hanno notificato a 3 minorenni l'avviso di garanzia. La circostanza ha fatto irritare non solo gli indagati ma anche i loro amici e conoscenti, che hanno iniziato ad offendere la 15enne su Facebook. 


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