Google, algoritmo-arma contro le fake-news: chi e come colpirà

26 aprile 2017 ore 11:07, Stefano Ursi
Google, algoritmo-arma contro le fake-news: chi e come colpirà
Google prosegue nella sua campagna contro le cosiddette ''fake-news'' e annuncia sul suo blog ufficiale di aver implementato una modifica al proprio algoritmo tale da andare a privilegiare e dunque a valorizzare le pagine ritenute, con varie modalità, di maggiore qualità. Il meccanismo si appoggia alla valutazione delle fonti, a quelle ritenute maggiormente ''autorevoli'' e tiene in gran conto anche le segnalazioni da parte degli utenti. Il post in cui Mountain View spiega il funzionamento è a firma di Ben Gomes, Vicepresidente dell’Engineering delle Ricerche di Google, il quale racconta da dove si è partiti e, sostanzialmente, dove si vuole arrivare: ''La ricerca su web può essere sempre migliorata; lo sapevamo quando ho cominciato a lavorare al motore di ricerca nel 1999 ed è ancora vero oggi. Allora – spiega Gomes – Internet stava crescendo con incredibile rapidità, era necessario dare un senso a quella esplosione di informazioni, organizzarle e presentarle in modo tale che le persone potessero trovare quello che stavano cercando direttamente nella pagina dei risultati di ricerca''.

Il grosso del lavoro, dice, era sul PageRank, algoritmo che misurava la l'importanza delle pagine web e che ha dominato finora le priorità. ''Oggi – si legge nel post – in un mondo in cui vengono pubblicate online decine di migliaia di pagine ogni minuto, ci sono nuovi metodi con cui le persone cercano di imbrogliare il sistema. Quello più visibile è il fenomeno delle “fake news”, per cui del contenuto presente sul web ha contribuito a diffondere informazioni palesemente ingannevoli, di scarsa qualità, offensive o completamente false''. Da qui si passa ad analizzare e spiegare come funziona la modifica all'algoritmo; il meccanismo si divide sostanzialmente in due filoni, il primo punta diretto sul posizionamento nel motore di ricerca: 1) Nuove linee guida per i valutatori della ricerca, ovvero ''persone reali che valutano la qualità dei risultati di ricerca su Google''. Il mese scorso, si legge, ''abbiamo aggiornato le nostre Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca con esempi più dettagliati di pagine di scarsa qualità in modo che i valutatori le segnalino appropriatamente; gli aggiornamenti includono informazioni ingannevoli, risultati inaspettatamente offensivi, bufale e teorie cospiratorie non dimostrate''.

Google, algoritmo-arma contro le fake-news: chi e come colpirà
''Queste linee guida – spiega Gomes – cominceranno ad aiutare i nostri algoritmi a far retrocedere simili contenuti di scarsa qualità e ad introdurre ulteriori miglioramenti nel tempo''. 2) Cambiamenti nel posizionamento, ovvero combinare ''centinaia di segnali per determinare quali risultati mostrare per una determinata ricerca. Abbiamo modificato – si legge – i segnali per aiutare a far emergere più pagine più autorevoli e far retrocedere contenuti di scarsa qualità''. Il secondo filone è quello relativo agli Strumenti di feedback diretto, ovvero il miglioramento relativo al funzionamento degli snippets di ricerca e della funzionalità del completamento automatico quando si cerca qualcosa sul motore: ''A partire da oggi – si legge nel post sul blog – facciamo in modo che sia molto più semplice per le persone segnalarci direttamente il contenuto che appare sia nelle predizioni del Completamento automatico sia in Featured Snippets. Questi nuovi meccanismi di feedback includono categorie chiaramente identificate in modo che possiate informarci direttamente se trovate contenuto sensibile o inutile. Questi cambiamenti, come ovvio, interesseranno a stretto giro di posta miliardi di utenti che cercano e che, in molti casi,pubblicano sulla rete, andando con ogni probabilità a modificare nel medio/lungo periodo il volto della ricerca online.

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autore / Stefano Ursi
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