La Cina censura WhatsApp: dopo Facebook blocca la crittografia

26 settembre 2017 ore 9:36, Orietta Giorgio
La Cina mette fuori uso WhatsApp. A luglio erano stati censurati foto e video, ora il taglio si allarga e ingloba tutta l'applicazione. Gli utenti, quindi, in tutto il territorio cinese, non potranno mandare neanche i messaggi di testo. La conferma è arrivata al New York Times grazie ad alcuni esperti di sicurezza. Quella che in un primo momento sembrava fosse una censura  è diventato un blocco  a tutti gli effetti: le prime interruzioni del servizio sarebbero iniziate già lo scorso mercoledì.
La Cina censura WhatsApp: dopo Facebook blocca la crittografia
Tra l'altro Facebook, che possiede WhatsApp, è bandito in Cina nel 2009. Perchè proprio ora il blocco di WhatsApp? Sembra palese che la censura arrivi in concomitanza con il 19° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. Il motivo, forse, è da imputarsi alla crittografia che mantiene "privati" i messaggi degli utenti. L'unica applicazione utilizzabile attualmente è "Colorful Balloons", lanciata a maggio e presentata come un test per “scoprire il modo in cui gli utenti cinesi condividono le informazioni con i propri amici o interagiscono con le proprie piattaforme social preferite”. 

I PRECEDENTI

Sono almeno 6 i Paesi che attualmente bloccano Facebook, You Tube e Twitter , in maniera più o meno parziale. Il Bangladesh ha bloccato Facebook in diversi periodi, così come fece la Libia tra il 2010 e il 2011, la Siria per circa tre anni, togliendo il divieto solo nel febbraio 2011, il Tagikistan ha censurato YouTube innumerevoli volte, la più recente nel 2013 e l’Afghanistan lo ha bloccato per 113 giorni. 


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