Attacco hacker del ransomware Petya: colpita centrale Chernobyl

27 giugno 2017 ore 21:35, Stefano Ursi
Un altro attacco ransomware è in corso in Europa e in altre parti del mondo. Stavolta l'attacco sarebbe basato, secondo quanto riportano i media internazionali online, su una variante del virus Petya, già conosciuto e capace di bloccare il sistema operativo Windows aggredendo il filesystem NTFS; questo virus era già stato debellato in parte, si legge, ma ora questa variante starebbe portando un attacco a varie strutture. Il punto di partenza dell'attacco, a quanto pare, sembra compreso nel territorio fra Russia e Ucraina, ma al momento non ci sono ancora certezze. Come fu per WannaCry, lo ricordiamo, il virus colpisce varie strutture e si diffonde in vari Paesi.

Attacco hacker del ransomware Petya: colpita centrale Chernobyl
E ad essere colpite sarebbero state banche, aeroporti, metropolitane e altre strutture, grandi aziente pubbliche e private e quello che ha messo più in allarme è il fatto che sarebbe stato colpito anche il sito della centrale di Chernobyl. Su questo si attendono notizie certe relativamente al funzionamento dei servizi di sicurezza. Per chi non conosce la materia, un ransomware è un tipo di malware che limita l'accesso del computer che infetta richiedendo un riscatto (ransom in Inglese) da pagare per rimuovere il blocco. Nel caso di 'WannaCry', alle vittime veniva chiesto di pagare il riscatto di circa 300 dollari ma la cifra saliva a 600 dollari se non veniva pagato entro una settimana, mentre dopo dieci giorni la possibilità di riavere l'accesso veniva persa.

Non è ancora dato sapere da dove l'infezione si sia propagata, ma occorre sempre avere a mente le giuste regole per proteggersi da virus e in questo caso ransomware. Tenere sempre aggiornato il computer scaricando e installando gli aggiornamenti di sicurezza del sistema operativo, avere un software antivirus di quelli buoni (e non quelli gratuiti) e tenerlo sempre aggiornato, e infine evitare di aprire mail di cui non si conosce la provenienza. Infatti, la causa principale di questo tipo di attacco è a causa della poca attenzione che gli utenti mettono nelle mail che aprono, cliccando su qualsiasi link contengano o aprendo qualsiasi allegato trovato.

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autore / Stefano Ursi
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