Sigarette elettroniche meglio del tabacco, ma occhio a rischi e metalli

28 marzo 2017 ore 9:26, Micaela Del Monte
Meglio del tabacco sono, ma le sigarette elettroniche non sono totalmente"benefiche". Della quesitone si parla ormai da tempo ma un nuovo studio arriva dai ricercatori della Tobacco Control Unit della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano che nella loro analisi, da poco pubblicata sulla rivista Aerosol Science & Technology, mettono a confronto le emissioni della sigaretta convenzionale con quelle di una elettronica e del nuovo dispositivo elettronico col tabacco iQOS.

Sigarette elettroniche meglio del tabacco, ma occhio a rischi e metalli
LO STUDIO
"I dati derivano dal primo studio che paragona fra loro i nuovi dispositivi, sempre più in voga specialmente tra i giovani, in molti casi convinti della loro totale innocuità - spiega Roberto Boffi, pneumologo che ha guidato la ricerca con Ario Ruprecht e altri collaboratori della Tobacco Control Unit dell’INT -. Gli esiti dell’indagine confermano la ridotta pericolosità dei nuovi prodotti da fumo rispetto alle sigarette tradizionali, ma confuta l’opinione comune che le emissioni delle sigarette elettroniche consistano di solo vapore acqueo e che entrambe (e-cig e iQOS) possano proteggere chi le usa e chi gli sta accanto dal rischio di incorrere in patologie respiratorie". 

Lo scopo della ricerca, svolta in collaborazione con i ricercatori della University of Southern California di Los Angeles, è stato valutare l’impatto dell’inquinamento ambientale generato da questi dispositivi elettronici di vecchia e nuova generazione rispetto a quello provocato dalle normali bionde.
"Il nostro obiettivo finale – dice Boffi - era l’acquisizione di dati, scientificamente solidi e garantiti da fonte autorevole e indipendente, sulle caratteristiche delle emissioni di questi prodotti"

COSA ACCADE
Il confronto è stato effettuato nella vita reale, valutando cioè le emissioni generate direttamente da veri fumatori, misurate in un ambiente simile a quelli quotidianamente frequentati dai tabagisti e da chi sta loro accanto, e non attraverso un apposito macchinario che simula la realtà (come spesso accade negli studi in quest’ambito). Il focus è stato indirizzato sulle e-cig (il cui uso appare in crescita fra giovani e non) e su iQOS, un prodotto tutto italiano noto anche come "sigaretta senza fumo", un ibrido fra la sigaretta elettronica e quella tradizionale, che non utilizza ricariche aromatiche, bensì stick di tabacco vero e proprio.

SOSTANZE NOCIVE
Dopo aver analizzato le emissioni sono state prese in esame le diverse sostanze contenute in esse. Tra queste vi erano il black carbon, il particolato, le aldeidi, i metalli e i composti organici – che sono poi anche quei composti che si ritengono possano essere dannosi per la salute. "Questi sono i risultati di e-cig e iQOS rispetto alla sigaretta convenzionale – spiega il dott. Boffi – in termini di black carbon e particolato, le sigarette elettroniche emettono quantità solo trascurabili, mentre le iQOS 60, 75 e 100 volte meno rispettivamente per PM10, PM2,5, PM1 e 140 volte meno per il black carbon. Le aldeidi sono presenti in misura più significativa sia nelle iQOS sia nelle e-cig – prosegue l’esperto – anche se con valori inferiori rispetto alla sigaretta tradizionale: 400 volte meno l’acetaldeide e 33 volte meno la formaldeide nelle e-cig rispetto alle sigarette; 20 volte meno l’acetaldeide e 15 volte meno la formaldeide nelle iQOS rispetto alle ‘normali’. Le iQOS mostrano inoltre la presenza di acroleina, in misura minore in confronto al tabacco tradizionale, ma non viene riscontrata alcuna traccia nelle elettroniche".

METALLI
Altre sostanze sotto indagine sono i metalli. Nell’analisi dei ricercatori dell’IRCCS è emerso che le sigarette elettroniche presentavano livelli di nichel di 4 volte maggiori rispetto alle sigarette tradizionali e minime concentrazioni di cromo, che invece erano assenti nelle sigarette tradizionali e nelle iQOS. A loro volta iQOS mostravano elevati livelli di stagno, che non sono stati riscontrati negli altri due campioni. Tra i composti organici, sia nelle e-cig che nelle iQOS, non sono stati trovati gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), che sono noti per essere stati classificati come cancerogeni per l’uomo.

VIETARE AL CHIUSO
"Nonostante sigarette elettroniche e iQOS abbiano più basse emissioni di sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, questi dispositivi possono comunque emettere livelli statisticamente significativi di metalli, composti organici e aldeidi, che suggeriscono quindi cautela nel loro utilizzo, specialmente in ambienti chiusi, poiché non del tutto innocui – conclude Boffi – Pertanto il loro uso desta preoccupazione in caso di esposizione, specie se prolungata, in fasce sensibili di popolazione come bambini, pazienti asmatici, anziani e donne incinte. Secondo questi dati sembrerebbe quindi opportuno porre il divieto assoluto dell’utilizzo di questi dispositivi al chiuso, in ambienti lavorativi e luoghi pubblici, al fine di salvaguardare la salute di tutti".
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