Russiagate su Twitter: interferenze a suon di rubli. I 200 account

29 settembre 2017 ore 20:47, Luca Lippi
Il 'russiagate' corre sui social, ora è Twitter a dover prendere provvedimenti. Intanto sono stati eliminati 200 account. Esclusioni di account eccellenti destano più di qualche perplessità, sempre ammesso e non concesso che abbiano fattivamente manovrato l’esito delle votazioni. In buona sostanza, con quello che sta accadendo su Facebook e Twitter in relazione alle elezioni americane, pare proprio che l’esperimento social sia destinato a dover accettare una sconfitta. Scambiare liberamente opinioni non rende il mondo migliore! 
Recentemente il titolare dell’inchiesta federale sul ‘Russiagate’, ha ammesso di aver ricevuto e veicolato in modo automatico anche inserzioni pubblicitarie pagate da soggetti russi e apparentemente miranti a generare scompiglio politico e sociale negli Stati Uniti. Apparentemente, è la parola chiave!  Twitter ha annunciato di aver sospeso circa 200 account legati alla campagna russa per influenzare le presidenziali statunitensi. Tra questi ne figurano tre gestiti da Rt (Russia Today), il network sponsorizzato dal Cremlino che ha speso 274mila dollari in pubblicità nel corso del 2016 rivolta al mercato americano.  Di fatto, come fa notare un lettore di Tgcom.it “sospendere l'account di una tv che fa informazione fa capire fino a che punto si sia spinta questa farsa e la russofobia. Allora sospendano anche l'account del NYT perché ha fatto campagna per Clinton”.
Russiagate su Twitter: interferenze a suon di rubli. I 200 account

L’INFLUENZA TRAMITE TWITTER SULLE ELEZIONI USA
Stabilito che Twitter veniva utilizzato per influenzare l’opinione pubblica a suon di rubli, pare allo stato dell’arte, che le interferenze non sono ancora cessate, quindi l’obiettivo non era esclusivamente il voto dell’8 novembre ma più in generale la manipolazione dell’opinone pubblica.
Pare che anche la campagna di protesta degli atleti neri del football che si inginocchiano all’inno nazionale sia sostenuta con account falsi da Twittere, e anche altri social ovviamente. Ci sono soggetti stranieri che si fingono attivisti americani e si infiltrano nella rete 'viralizzando' messaggi e alimentando divisioni e conflitti ovunque. 
Sarebbe emerso (come si legge sul Corsera) che le inserzioni preelettorali su Facebook non puntavano solo a favorire Trump. C’erano anche pubblicità pagate per sostenere Bernie Sanders e perfino la candidata verde Jill Stein.
La ‘perizia’ dei messaggi di chi ‘socializza’ con una tastiera fingendosi americano, è talmente sofisticata che manda messaggi anche di segno diverso o addirittura opposto a seconda del segmento di utenti al quale si rivolge. 

L’AZIONE DI BONIFICA DI TWITTER
Twitter al momento,  ha proceduto a una bonifica per eliminare migliaia di account falsi ma sradicare il fenomeno è complicatissimo. A fronte dell’eliminazione di un profilo falso ne emergono a decine di altri nuovi, è il rovescio della medaglia della libertà concessa alla ‘rete’. Poi in aggiunta c’è il fatto che Twitter non chiede agli utenti il loro vero nome e non vieta gli account automatici considerati uno strumento utile per le imprese nella gestione dei rapporti online con la clientela.
Ora i responsabili dei vari social coinvolti, Twitter su tutti, saranno chiamati a testimoniare a ottobre in Parlamento in un’audizione pubblica sul Russiagate e poi di nuovo il primo novembre davanti alla Commissione Servizi segreti del Senato. Il processo politico-mediatico che i giganti del web volevano evitare, è diventato inevitabile.

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autore / Luca Lippi
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