Stupro in diretta su Fb, 15enne di Chicago marchiata anche da sigarette

03 aprile 2017 ore 9:59, Americo Mascarucci
L'hanno prima seviziata, poi stuprata e per finire hanno postato il video live dello stupro su Facebook. L'assurda storia arriva da Chicago ed ha avuto per protagonista una 15enne violentata da un branco di coetanei. Ma la cosa ben più grave è che il post sarebbe stato visionato da circa 50 persone, nessuna delle quali avrebbe però avvisato la Polizia. Lo avrebbe fatto invece la madre avvertita da una compagna della figlia, la quale dopo aver raccolto il fermo immagine da Facebook ha avvertito la Polizia facendo scattare le indagini. La ragazza è stata ritrovata dopo due giorni dai fatti e dopo che la madre ne aveva denunciato la scomparsa. Portata in ospedale i sanitari hanno risconrato sul suo corpo i segni delle violenze sessuali. La ragazzina però non aveva voluto raccontare i fatti fino a quando la madre hascoperto il video. 
Dal video si vedrebbe il branco legare e imbavaglire la vittima, tagliarle tutti i capelli e i vestiti fino a spegnare addirittura cicche di sigarette sul suo corpo. Poi dopo le sevizie sono passati allo stupro  postando tutto sui social. 
Le immagini sarebbero state rimosse soltanto dopo che la polizia di Chicago ha avvertito Facebook.
Stupro in diretta su Fb, 15enne di Chicago marchiata anche da sigarette

Sarebbero in tutto 6 i ragazzi, probabilmente minorenni, coinvolti nello stupro. 
Un 14 enne è stato già arrestato ma anche gli altri potrebbero subire analoga sorte. Il 14enne e i suoi complici rischiano ora un' incriminazione per aggressione sessuale aggravata, realizzazione e diffusione di materiale pedopornografico. 
Dal video bisognerà poi risalire alle responsabilità di ogni singolo soggetto e vedere quanti hanno abusato della ragazza e quanti invece si sono "limitati" a seviziarla o a riprendere quanto avveniva. 
Certo che la vicenda è aberrante e ha inevitabilmente riaperto il dibattito sull'utilizzo dei social e sulla mancanza di adeguati controlli. Come è possibile che quel video sia stato postato bypassando i controlli di Facebook? Come è possibile che sia rimasto in visione e che sia stato rimosso soltanto dopo l'intervento della Polizia? Un dibattito purtroppo che si riaccende ogni volta che su Facebook o su altri social vengono postati video che documentano le bravate del branco. Molti sostengono addirittura che proprio i social siano i principali responsabili di una moda che vede purtroppo reiterati gesti di emulazione.


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