Facebook, bufale "bollate" ma non eliminate. La Boldrini applaude

06 marzo 2017 ore 13:30, Micaela Del Monte
La battaglia di Mark Zuckerberg contro le fake news comincia ad entrare nel vivo e arriva il bollino rosso a segnalare le notizie "bufala" o non verificate. Si tratta di un'etichetta con la dicitura "contestata" che accompagna le notizie che team di giornalisti hanno sottoposto a verifica e ritenuto falsa o fuorviante. Il primo caso, riporta il sito Recode, è una notizia sul presidente Donald Trump il cui smartphone Android avrebbe favorito fughe di notizie dalla Casa Bianca.

La notizia in questione è pubblicata da The Seattle Tribune , che non è una testata giornalistica ma un sito che si autodefinisce anche di satira online. Tale contenuto è stato "contestato" da Snopes.com e PolitiFact, due delle organizzazioni che collaborano col social per il fact checking delle news online. Il Seattle Tribune, specifica Snopes, è frutto della Associated Media Coverage, una vera e propria "fabbrica" riconosciuta di notizie false.
In Italia su Facebook le notizie false si possono già segnalare, ma il "bollino rosso" non è ancora implementato. Si tratta di una strategia che cerca di mantenersi in equilibrio tra diritto di informazione e censura: in parole semplici, le notizie, anche se segnalate come false, non verranno rimosse, ma riporteranno una dicitura che non ne dichiara la falsità assoluta, ma soltanto il fatto che la sua veridicità viene contestata. Una mossa molto prudenziale da parte del social network più diffuso al mondo. Ma c’è anche un’altra questione, un’altra mossa di grande prudenza da parte di Mark Zuckerberg. Non sarà Facebook a francobollare come ‘contestate’ e false le notizie, ma saranno aziende di gruppi terzi ad effettuare il fact checking. Cosa vuol dire? Che il social network non si assume le responsabilità della scelta, ma la affida ad altri.

Facebook, bufale 'bollate' ma non eliminate. La Boldrini applaude
Questo sistema, che per ora comincia a essere testato negli Stati Uniti, è solo una delle armi annunciate da Facebook per contrastare la diffusione di contenuti falsi e fuorvianti che "inquinano" la sua piattaforma. Mark Zuckerberg ha assicurato anche nel suo post "manifesto" che farà di tutto per arginare le notizie false, elogiando l'importanza dell'accuratezza dell'informazione, e per questo scopo pensa di impiegare in futuro anche l'intelligenza artificiale. La presidente della Camera, Laura Boldrini, sta incalzando parecchio il social su questo fronte e ha chiesto alla compagnia anche di aprire un ufficio operativo in Italia. La presidente della Camera aveva già manifestato le sue avversità rispetto le fake news lanciando anche l'hashtag #BastaBufale, ora online all’indirizzo bastabufale.it. Si tratta di un appello che intende portare alla ribalta la tematica delle fake news, attraverso un documento redatto da un team di esperti composto da Walter Quattrociocchi, Paolo Attivissimo, David Puente e Michelangelo Coltelli. L’idea di fondo è la consapevolezza che un’informazione corretta sia alla base di un sistema democratico.

"Il tema delle bufale è fondamentale" sul fronte dell'odio via internet e sui social network. La presidente Boldrini lo aveva ricordato dopo essere stata al centro di diverse bufale e averne vissuto in prima persona le conseguenze. Sulla sua bacheca personale sono piovuti a lungo insulti e frase sessiste, che la presidente ha deciso recentemente di 'sbugiardare' pubblicando i nomi degli account dai quali erano stati postati. Una vicenda non così dissimile da quella che ha visto il neo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni protagonista di un articolo basato su false dichiarazioni su un sito satirico poco trasparente.
   
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