Scattano le manette per 'Gli Stockisti': 18 arresti per evasione Iva

07 luglio 2017 ore 12:07, Luca Lippi
Il sito di e-commerce Stockisti e Console Planet cade nella rete della Polizia di Stato e dell’ufficio delle dogane. La contestazione addebiti è un’ipotesi di evasione fiscale e azioni a vario titolo riconducibili a pratiche illegali. L'attività di Stockisti frana tra arresti e latitanti, intanto il sito rimane online.
Decine di milioni gli euro evasi secondo gli inquirenti, arresti in giro per l'Italia e qualche latitante ancora nel mirino della giudiziaria. 
Gli Stockisti è un portale specializzato nella vendita di prodotti hi-tech e in particolare di telefonini di nuova produzione, disponibili a prezzi notevolmente scontati rispetto alle offerte della concorrenza sul mercato italiano. Le autorità hanno ricondotto la forte propensione a commercializzare i prodotti a prezzi estremamnet bassi grazie al mancato versamento dell’Iva all’erario.  Base del giro d’affari era Malta e sin dal 2012 operava in Italia per mezzo di una società concessionaria, la solita ‘scatola vuota’ pensata per rendere difficili i controlli e proteggere l'intera operazione.
Scattano le manette per 'Gli Stockisti': 18 arresti per evasione Iva
Secondo gli inquirenti, quella che sarebbe stata considerata un’associazione a delinquere sarebbe composta di 18 persone, 10 delle quali già arrestate e 8 al momento latitanti; tre commercialisti e un collaboratore fiscale erano a quanto pare incaricati di mantenere una parvenza di legalità per gli eventuali controlli. Il giro di affari de Gli Stockisti era di 250 milioni di euro, spiegano gli investigatori, mentre l'IVA evasa ammonterebbe a 50 milioni di euro.
In una conferenza stampa presso la sede del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazione del Lazio, verranno forniti ulteriori dettagli sull'operazione anti-Stockisti e le misure aggiuntive adottate contro il business di e-commerce illegale.
Molti clienti che avevano in corso un ordine d’acquisto avevano iniziato preoccupati a chiedere se il prodotto acquistato sarebbe arrivato oppure no. Per tutte queste persone la vicenda dovrebbe chiudersi positivamente. Dalle pagine di AGI, Nicola Zupo, Dirigente del Compartimento Polizia Postale, ha sottolineato che l’operazione ha portato all’oscuramento del sito e non al sequestro della società. Questo significa che gli ordini dovrebbero essere tutti evasi senza problemi. Tuttavia, nuovi acquisti non potranno più essere portati a termine, nemmeno utilizzando i DNS di Google.
Una vicenda molto complessa di cui sicuramente se ne parlerà anche molto vista la vastità dell’operazione. La società che controlla l’e-shop italiano, infatti, possiede anche altri brand in tutta Europa sempre legati agli acquisti online di prodotti di elettronica. 

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autore / Luca Lippi
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